Ricordi di gioventù… 39

Ricordi di gioventù… 39

“Provai quel pomeriggio una così completa fiducia quando essa mi disse ad un tratto senza esserne richiesta: “Non ho mai amato nulla e nessuno quanto amo te”. “La maggior parte di noi esita a fare una così completa dichiarazione; ricordiamo, prevediamo e dubitiamo. Essa non aveva dubbi. Solo il momento contava. Si dice che l’eternità non sia un’estensione di tempo, ma un’assenza di tempo, e a volte mi sembra che il suo abbandono toccasse quello strano punto matematico dell’infinito, un punto senza dimensioni, un punto che non occupa nessuno spazio.”“Avevo preso un impegno: senza amore avrei dovuto compiere i gesti dell’amore. Provai il rimorso prima di avere commesso il delitto, il delitto di tirare l’innocente nel mio proprio imbroglio. L’atto del sesso può non essere nulla, ma quando si arriva alla mie età s’impara che in qualsiasi momento può dimostrare di essere tutto.”

“A volte mi sento talmente stanca di dover cercar di convincerlo che lo amo e che lo amerò per sempre. Afferra le mie parole come un leguleio, e le storce. So che ha paura di quel deserto che si farebbe intorno a lui se il nostro amore finisse, ma non si rende conto che io sento esattamente lo stesso. Ciò che lui dice ad alta voce, io me lo dico silenziosamente e lo scrivo qui. Cosa si può costruire nel deserto? Qualche volta dopo una giornata in cui abbiamo fatto all’amore parecchie volte, mi domando se non sia possibile di esaurire il sesso, e so che anche lui se lo domanda, e ha paura di quel punto dove comincia il deserto. Cosa facciamo nel deserto se ci perdiamo? Come si fa a continuare a vivere dopo ciò?E’ geloso del passato, del presente e del futuro. Il suo amore è come una cintura di castità medioevale: soltanto quando è lì, con me, dentro di me, si sente sicuro. Se soltanto potessi farlo sentire sicuro, allora potremmo amarci con pace, con felicità, non selvaggiamente, disordinatamente, e il deserto si allontanerebbe dalla vista. Forse per tutta una vita.Se si potesse credere in Dio – riempirebbe Egli il deserto?Ho sempre avuto bisogno di essere amata o ammirata. Provo un senso di terribile incertezza se un uomo ce l’ha con me o se perdo un amico. Non voglio nemmeno perdere un marito. Voglio tutto, continuamente e dovunque. Ho paura del deserto. Dio ti ama, dicono nelle chiese, Dio è tutto. La gente che crede ciò non ha bisogno di ammirazione, non ha bisogno di andare a letto con un uomo, si sente sicura. Ma io non posso inventarmi una fede.Tutt’oggi Maurice è stato caro con me. Mi dice spesso che non ha mai amato tanto un’altra donna. Ritiene che col dirmelo spesso me lo farà credere. Ma io ci credo semplicemente perché lo amo nello stesso modo. Se smettessi di amarlo, smetterei di credere nel suo amore. Se amassi Dio allora crederei nel suo amore per me. Non basta averne bisogno. E’ necessario anzitutto amare, e non so come. Ma ne ho bisogno – quanto ne ho bisogno!E’ stato così caro tutto il giorno. Solo una volta, quando si è menzionato il nome di un uomo, ho visto i suoi occhi girarsi da un’altra parte. Crede che vada a letto anche con altri uomini, e anche se lo facessi, importerebbe poi tanto? Se qualche volta ha un’altra donna, me ne lagno io forse? Non lo priverei mica di qualche piccola compagnia nel deserto se non potessimo averci lì. Qualche volta penso che, se venisse il momento, mi rifiuterebbe perfino un bicchiere d’acqua; mi spingerebbe a un così totale isolamento che sarei sola con nulla e nessuno – come un eremita, ma non erano mai soli, o almeno così si dice. Sono così confusa. Cosa stiamo facendo l’uno all’altra? Perché so che faccio a lui esattamente ciò che egli fa a me. Qualche volta siamo felici, eppure mai nelle nostre vite abbiamo conosciuto maggiore infelicità. E’ come se lavorassimo insieme alla stessa statua, la tirassimo fuori dall’infelicità l’uno dell’altra. Ma non ne conosco nemmeno il disegno.”

“Mi sedetti sul letto e dissi a Dio: Tu hai preso lei, ma me non mi hai preso ancora. Conosco le Tue astuzie. Sei Tu che mi conduci su un’altura e ci offri l’intero Universo. Sei Tu che sei Satana, Signore, tentandoci a saltare. Ma io non voglio la Tua pace e non voglio il Tuo amore. Volevo qualcosa di molto semplice e molto facile: volevo Sara per la vita e Tu me l’hai tolta. Coi Tuoi grandi progetti Tu rovini la nostra felicità, come la mietitura rovina la tana di un topo: io Ti odio, Dio, Ti odio come se Tu esistessi.(…)Ho scritto, cominciando, che questo era un racconto di odio, e mentre camminavo lì accanto a Henry, verso il nostro bicchiere di birra serale, trovai l’unica preghiera che sembrava si addicesse all’atmosfera invernale: oh Dio, Tu hai fatto abbastanza, Tu mi hai derubato abbastanza; io sono troppo vecchio e stanco per imparare ad amare; lasciami in pace per sempre.”La prima volta lo vidi con timore e tremore. Lo rivedo spesso… sempre con timore e tremore.Amore non è parola vuota. Questo è davvero l’amore…

J.V.