Paura

Paura

Il Male e la Paura sono gemelli siamesi.(Zygmunt Bauman)

La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.

(Baruch Spinoza)

Pavor (terrore). Turbamento emotivo a causa di un pericolo reale o immaginario. Se il pericolo è indeterminato la paura si trasforma in angoscia. Angst (paura indefinita) e Furcht (paura di qualcosa di definito). Presupposto di fondo: Morte. Anima dell’universo vivente. L’uomo è l’essere che ha e che fa più paura, perché è il solo che abbia l’ossessione e il timore della morte. Con le armi tentiamo di combattere la paura ma più ci armiamo è più aumenta il rischio di farsi male… e quindi la paura. Circolo vizioso di Hobbes.

Lo Stato non nasce dalla benevolenza reciproca ma dal timore reciproco. Lo Stato è il nuovo Dio, non fa scomparire la paura ma la istituzionalizza. Con lo Stato si passa dalla paura disordinata e reciproca (mutuus metus) alla paura ordinata e comune (metus potentiae communis). La paura diviene certa, non scompare, e in questa certezza consiste la sicurezza garantita ai cittadini. Le istituzioni sono protesi che la cultura escogita per sostituire gli istinti poco sviluppati nell’uomo. La paura è così il fondamento del Potere giocato sulla passione di sopravvivenza. Tiene ordinate e sotto controllo le masse. Oriente comunista e Occidente capitalistico hanno retto l’ordine binario del mondo sino al 1989 grazie alla paura determinata. Con la fine della contrapposizione e in modo particolare dopo l’11 settembre 2001, la paura si è resa indeterminata, frantumata in paure locali ed etniche. Oggi siamo alla ricerca di nuove istituzionalizzazioni.

Siamo minacciati dalla sofferenza da tre versanti: dal nostro corpo, condannato al declino e al disfacimento e che non può funzionare senza il dolore e l’ansia come segnali di pericolo; dal mondo esterno, che può scagliarsi contro di noi con la sua terribile e formidabile forza distruttiva; infine, dalle nostre relazioni con gli altri. (Sigmund Freud)

J.V.