Toro scatenato, di Martin Scorsese

Titolo originale: Raging Bull
Regia: Martin Scorsese
Interpreti: Robert de Niro, Joe Pesci, Cathy Moriarty, Frank Vincent
Durata: 128′
Origine: Usa 1980

“È colpa tua, Charley. Eri mio fratello. Avresti dovuto prenderti cura di me almeno un po’, invece di farmi prendere tutte quelle botte solo per un po’ di soldi. Non capisci… È questione di classe! Potevo diventare un campione. Potevo diventare qualcuno, invece di niente, come sono adesso. Guardiamo in faccia la verità. È colpa tua, Charley. È colpa tua.’’ (Fronte del porto, Elia Kazan, 1954)

Film girato come se fosse l’ultimo della propria vita. Film sulla sconfitta esistenziale, sull’impossibilità di vincere. Paradosso: uno dei migliori film sul pugilato… non è soltanto un film sul pugilato… è molto di più. Bianco e nero commovente, omaggio a Visconti (Rocco e i suoi fratelli), cultura cattolica profonda ( “prima ero cieco, adesso ci vedo….”), musica di Mascagni (Cavalleria rusticana) protagonista assoluta, ascesa e caduta di Jack La Motta, il toro del Bronx, la rabbia giovane e le tentazioni demoniache, amore e gelosia, autodistruzione. Cura maniacale dei dettagli nella convinzione che i particolari fanno la differenza. Espressionismo e realismo… lo spettatore prende i pugni e soffre, partecipa del dolore del Toro. Montaggio perfetto, incomprensioni, follie di De Niro, ingrassato davvero di trenta chili… la nobile arte riportata sulla terra nella crudeltà degli schizzi di sangue, della carne martoriata dai pugni. Il mitico Sugar Ray Robinson e lo sfortunato Cerdan (Povera Edith), insicurezza del Toro-uomo, prigione, caduta all’inferno, consapevolezza del dolore e della croce, una fine indecente, citazione finale da Fronte del porto di Kazan.

Un grande film che assomiglia ad un grande vino… più passano gli anni e…

J.V.