Quarto potere

Quarto potere 

Quarto potere 

“Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un’autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, io sono proprietario di molti giornali…”


Citizen Kane, 1941, scritto, diretto, prodotto e interpretato da Orson Welles a soli venticinque anni. Ispirato alla biografia di William Randolph Hearst, magnate dell’editoria. A mio parere uno dei migliori film in assoluto. Xanadu, frammenti di vita del magnate in  un immenso puzzle. Allontanamento dai genitori, erede di una colossale fortuna, privo però del mondo incantato dell’infanzia. Rosabella unica parola in punto di morte tenendo in mano una palla di vetro… “È morto senza credere a niente: dev’essere stata una cosa spiacevole“.Jerry Thompson alla scoperta di un significato. Insegue mogli, banchieri, slittini. Kane editore e manipolatore dell’opinione pubblica, matrimoni e scandali. Giallo metafisico secondo Borges, sguardi diversi sullo stesso personaggio, struttura narrativa ad incastro, distruzione dell’illusione di realtà del cinema classico. Ambiguità del sogno americano “Forse Rosabella fu qualcosa che lui perse… In tutta la tua vita non hai mai fatto un investimento, hai adoperato il denaro solo per comprare la roba!”. Metafora dell’America e della sua caduta, dalla condizione di giovane nazione al surplus di risorse accumulate con la conseguente esplosione della crisi del ‘29. Dalla vecchia alla nuova slitta Rosabella. Morte simbolica del cinema classico grazie al primo film senza un protagonista presente, senza un lieto fine, senza un senso palese e con lo spettatore che brancola nel buio. Potenza assoluta della finzione cinematografica come finzione magica e non veicolo di storie illusoriamente reali. Cinema delle origini sconvolto dalla rivoluzione di Welles che rielabora meccanica, ottica e luce.

 

Fusione di cinema e teatro in chiave espressionista alla Fritz Lang, gioco sapiente di luce e ombra. Profondità di campo e piano sequenza, fotografia di altissimo livello del gigante Gregg Toland, tecnica dell’angolo olandese. Come i veri rivoluzionari si appoggia ai grandi del passato da Griffith a von Stroheim e Ford (durante la lavorazione del film Welles riguarda trenta volte Ombre rosse). Scarso successo di pubblico, critica entusiasta ma timorosa, Hollywood gli riconosce un solo Oscar alla sceneggiatura malgrado le nove nomination, boicottaggio mediatico della stampa controllata da William Hearst. in Europa il film viene proiettato nel dopoguerra. Famosa la stroncatura di Jean-Paul Sartre che, non comprendendolo, lo trova ridondante e barocco. Fortunatamente in seguito verrà valutato da molti registi e critici come il film più bello di sempre. “Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto Quarto potere.” (François Truffaut).

 

Trionfo del cinema per il cinema.“Lo sa, signor Bernstein? Se non fossi stato molto ricco, forse sarei potuto diventare un grand’uomo.”
J.V.