Coscienza

Coscienza

“La coscienza è uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino e del quale non si serve mai per se stesso.”(Honorè De Balzac)

Una cattiva coscienza è una maledizione, l’anticamera dell’inferno, una continua tortura. Un’esistenza autentica si misura sulla coscienza e sugli interrogativi che ci poniamo alle tre di notte quando la scheggia nella carne fa più male e la sensibilità si acuisce nel buio e nell’insonnia, quando il peso delle nostre azioni è ben più grave della critica altrui. In quel momento terribile si apre lo spazio della possibile salvezza, nel momento del massimo pericolo e della più pesante accusa. Una piccola, fioca luce si accende nel silenzio e nella solitudine. Siamo soli e senza maschere e siamo consapevoli che tutto possiamo perdere ma non la coscienza perché ciò significherebbe la vera Morte. Improvvisamente la canea delle stupide opinioni svanisce e restiamo soli ed agitati, angosciati dalla tempesta del dubbio e ci avviciniamo a Cristo sofferente sulla Croce, Cristo/uomo che si interroga sul mistero dell’esistenza. Soffriamo e siamo turbati dal latrare dei cani. Siamo deboli. Nietzsche scrive “La coscienza è l’ultima e la più tardiva evoluzione della vita organica, e di conseguenza è ciò che vi è di meno compiuto e più fragile.” Ecco spiegata la nostra terribile fragilità, il timore ed il tremore, l’angoscia, il sentimento del nulla, l’abisso che scrutiamo terrorizzati. Nel momento del massimo pericolo comprendiamo benissimo la differenza tra Bene e Male e la coscienza arde e splende e non bastano le giustificazioni del vecchio Karl “Non la coscienza degli uomini determina il loro essere, ma al contrario il loro essere sociale determina la loro coscienza”… solo un ingenuo può credere completamente a tale giustificazione. Abbiamo sempre una scelta, sempre. Possiamo decidere se premere il grilletto del fucile o no, sempre e a qualsiasi prezzo. La nostra immagine allo specchio è tremolante ma è la nostra. Poi si può decidere, come ironizza il pungente Lec, di non usare la coscienza e quindi di lasciarla ipocritamente pulita. La coscienza è legata strettamente al Silenzio, alla riservatezza, all’umiltà. I malvagi tentano di far tacere la voce della coscienza con un oceano di chiacchiere, tipica operazione demoniaca che presuppone l’assenza di dignità. Non è semplice restare saldi e fermi di fronte alle vuote chiacchiere di chi brandisce il bastone per picchiarci. Eppure è l’unica possibilità, anche quando il fuoco interiore brucia il nostro corpo e sappiamo di essere malati, come Dostoevskij e Unamuno, dell’unico morbo che forse ci salverà. Il moralista ci infligge il tormento con la sua ipocrita e falsa “buona coscienza” e scava l’inferno sotto i nostri piedi.

Spetta a noi restare saldi e guardarlo silenziosamente e severamente, perché fortunatamente malati, con sommo disprezzo.Un’ultima riflessione. Senza dolore non esiste coscienza e dal momento che ogni animale soffre ritengo che gli animali siano dotati di coscienza… ma questa è una riflessione troppo alta per me. Non sono attrezzato. Però, dopo aver letto Robert Nozick e Peter Singer, il mio universo mentale sta mutando e credo che sui diritti degli animali in futuro gli umani dovranno attrezzarsi meglio.

J.V.