Árpád Weisz

Árpád Weisz

«Fatto sta che di Weisz, a sessant’anni dalla morte, si era perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti nella sua epoca, un’epoca gloriosa del pallone, aveva conquistato scudetti e coppe. Ben più di tecnici tanto acclamati oggi. […] Sarebbe immaginabile che qualcuno di loro scomparisse di colpo? A lui è successo.»
(Matteo Marani, Dallo scudetto ad Auschwitz.)

Árpád Weisz nasce a Solt, in Ungheria, il 16 aprile 1896. Ala sinistra molto tecnica e veloce gioca negli anni 20 nel campionato italiano. Un grave infortunio gli tronca la carriera a soli trent’anni. Inizia così la carriera di un grande allenatore. A 34 anni vince lo scudetto con l’Ambrosiana (il più giovane allenatore a laurearsi campione d’Italia, record tuttora imbattuto) e altri due col Bologna. Dopo il ’38 a causa delle leggi razziali fugge in Olanda. In seguito all’occupazione tedesca del Paese la sua famiglia viene divisa. Arpad muore ad Auschwitz il 31 gennaio 1944.
Autore, con Aldo Molinari, del manuale “lI giuoco del calcio”, innovativo rispetto al modello inglese. Uomo di immensa competenza calcistica, pioniere del calcio moderno, è stato dimenticato per sessant’anni sino a quando il suo nome è stato riscoperto grazie al giornalista Matteo Marani.

J.V.