Amen

Amen.

Amen. (col punto nel titolo) è un film del 2002 diretto da Costa-Gavras.

Girato tra Germania, Francia e Romania, il film è basato sull’opera di Rolf Hochhuth del 1963, Il Vicario.

Interpreti e personaggi

* Ulrich Tukur: Kurt Gerstein

* Mathieu Kassovitz: Riccardo Fontana

* Ulrich Mühe: il Dottore

* Michel Duchaussoy: il cardinale

* Ion Caramitru: conte Fontana

* Marcel Iureș: Papa Pio XII

* Friedrich von Thun: il padre di Gerstein

* Antje Schmidt: Mrs. Gerstein

* Hanns Zischler: Grawitz

* Sebastian Koch: Rudolf Höss

* Erich Hallhuber: Von Rutta

* Burkhard Heyl: direttore

* Angus MacInnes

* Bernd Fischerauer: vescovo von Galen

* Pierre Franckh: pastore Wehr

* Richard Durden: l’ambasciatore Taylor

* Monica Bleibtreu: Mrs. Hinze

* Justus von Dohnányi: barone Von Otter

* Gunther-Maria Halmer: pastore Dibelius

* August Zirner: von Weizsäcker

* Horatiu Malaele: Karl Fritzsch

* Ovidiu Cuncea: Stephan Lux

* Markus Hering: Karl

* Susanna Lothar: Alexandra Baltz

* Alexander Geringas: Helmut Franz

* Theodor Danetti: vecchio cardinale

Film massacrato dalla critica. “Malgrado la portata dell’argomento, il film non riesce mai a suscitare emozione. Per oltre due ore, il regista si accontenta di allineare le scene una in fila all’altra, punteggiate da inesorabili treni in corsa, come in uno sceneggiato televisivo. Se la volontà di non suonare le facili corde dell’indignazione e del sentimento è lodevole, la sobrietà eccessiva della rappresentazione finisce per raffreddare un argomento incandescente”. (Roberto Nepoti, ‘la Repubblica’, 22 aprile 2002) “Tipico prodotto di un lanciatore di messaggi, il greco-internazionale Costa-Gavras perde via via di capacità retorica e si riduce a un noiosissimo standard di tipo televisivo. (…) La parte romana mette perfino nostalgia delle ricostruzioni alla Lizzani; e sempre, su tutto il film, pesa il dubbio dell’occasione pretestuosa, della non persuasione del regista. Non c’è spirito cristiano a reggerlo, ma neanche laica convinzione (…). Costa-Gavras continuerà a cercare occasioni di racconto dello stesso stampo, in modi sempre più scialbi, perché batte un genere e perché delle ragioni che sorreggono i messaggi anche più reboanti, sembra chiaro che non gliene importa più niente”. (Goffredo Fofi, ‘Panorama’, 2 maggio 2002).

Malgrado l’autorevolezza dei critici non sono d’accordo. Rapporti tra il Vaticano e il Nazismo, personaggi storici (Kurt Gerstein, membro dell’Istituto d’Igiene delle Waffen-SS) e inventati (il prete Riccardo Fontana), Zyklon B e prove generali dello sterminio, manifesto provocatorio e assai contestato di Oliviero Toscani. La Santa Sede nega l’autorizzazione per girare alcune scene e quindi vengono effettuate nel Parlamento di Bucarest. Etica e istinto di sopravvivenza, diplomazia vaticana di fronte alla macchina della morte.

Prove generali dello sterminio. Si inizia con i disabili, primo atto del folle disegno nazista. Film ben girato, terribile… un pugno nello stomaco. Polemiche a non finire sul ruolo di Pio XII. In ogni caso un film inquietante che ci costringe a riflettere sul Male.

J.V.