ALEKSANDR NEVSKIJ

ALEKSANDR NEVSKIJ

“Sergej Michailovic, dopo tutto, sei un buon bolscevico”(Stalin ad Ejzenštein nel 1939)

Di Sergej Eizenštein, con Nikolaj Čerkasov, Nikolaj Ochlopkov, Aleksandr Abrikosov. Girato nell’Unione sovietica del 1938. Pellicola restaurata nel 1986. Film patriottico su commissione staliniana dove la propaganda nazionalista si sostituisce alla già rozza ideologia sovietica del Diamat. Stalin come l’eroe Aleksandr Nevskij che il 5 aprile 1242 sconfigge i cavalieri teutonici guidati dal Maestro dell’ordine Hermann di Dorpat sul lago ghiacciato Peipus. Culto della personalità, richiamo ai valori nazionali, ricerca formale esasperata in sostituzione della ricerca espressiva in pieno clima zdanoviano. Brasillach lo definisce “il più commovente dei film fascisti”. Nel febbraio 1939 Ėjzenštejn riceve l’Ordine di Lenin. Il film viene rimosso dalla programmazione in seguito al patto Molotov-Ribbentrop e poi ripresentato dopo l’invasione tedesca. Celebre il discorso finale di Aleksandr, che invita chiunque a venire in Russia, purché lo faccia in pace e non con manie di conquista con chiara allusione alla Germania nazista. Con questo film il regista, accusato di formalismo intellettuale ritorna in auge dopo dieci anni di allontanamento. Il film rientra nel programma statale di riesumazione di grandi eroi del passato per esaltare il presente comunista.

Un kolossal che lo stesso autore considerava la meno personale delle sue opere. Del resto Eizenštein viene precauzionalmente controllato dall’aiuto regista Vasilyev e dallo sceneggiatore Pavlenko. Così ogni inquadratura risente della rigida impronta politica propagandistica e manipolatoria. Gli eroi trovano il tempo di ridere e pensare all’amore mentre i cupi e malvagi nemici gettano i bambini fra le fiamme (sequenza censurata in Italia). I soldati nemici vengono risparmiati in quanto “fratelli” del popolo. Malgrado i pesanti limiti imposti dalla tetra e volgare ideologia staliniana il regista riesce ugualmente a costruire figure indelebili come l’idea dei nemici crociati ammantati del colore bianco del Bene e, soprattutto, la gigantesca battaglia sul ghiaccio. Le immagini accompagnate dalla sublime musica di Sergej Prokof’ev creano una sinfonia cinematografica di rara bellezza paragonabile alle opere di tipo religioso-nazionale di Giuseppe Verdi. Propaganda certamente… ma creata dalla mano di un genio cinematografico.

J.V.

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