Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza Di Claudio Pavone

Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza

Di Claudio Pavone

A oltre mezzo secolo di distanza è ormai convinzione comune che occorra un ripensamento della Resistenza, sulla quale tutti mostriamo troppo facili certezze. Si tratta, soprattutto, di riconoscere a questi fatti la loro dignità di grande evento storico, sottraendoli ai ricorrenti rischi della retorica celebrativa o alle strumentalizzazioni di parte spesso riduttive e liquidatorie. Il libro affronta temi cruciali legati al passaggio dall’Italia fascista all’Italia del dopoguerra visti sotto il profilo della “moralità” operante nei protagonisti. Nell’analisi degli eventi tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, Claudio Pavone distingue tre aspetti: la guerra patriottica, la guerra civile e la guerra di classe – «tre guerre» che sono spesso combattute dallo stesso soggetto – introducendo così una novità interpretativa in grado di cogliere tutte le sfumature e di attraversare orizzontalmente una realtà storica di estrema complessità. Gli argomenti presi in esame – tra i quali l’eredità della guerra fascista, il dissolversi delle certezze istituzionali, le fedeltà e i tradimenti, il valore fondante della scelta, il rapporto fra le generazioni, l’utopia e la realtà, il grande nodo del la violenza – ci costringono a riflettere su alcune questioni brucianti e sempre attuali, prima fra tutte quella del rapporto tra la politica e la morale nella vicenda storica. (Dalla prefazione)

Claudio Pavone muore a novantasei anni, nel novembre 2016. Archivista, associato all’università di Pisa, partigiano, intellettuale fuori dagli schemi, profondo conoscitore della macchina dell’amministrazione statale, uomo lontano dalla retorica, pragmatico ed intellettualmente onesto. Il libro suscita polemiche per la nozione di “guerra civile”, distante dalla vulgata sovietica di “guerra patriottica”, ma grazie a Pavone il dibattito sulla Resistenza assume maggiore dignità. Secondo l’ex comandante partigiano Nuto Revelli, che – pur elogiandolo come «un lavoro straordinario che ci ha liberati da tutta la retorica che si era depositata sulla resistenza», sostiene « Non fu una guerra civile nel senso pieno del termine perché i fascisti per noi erano degli stranieri come e forse più dei tedeschi, li odiavamo più di quanto non odiassimo i tedeschi. […] Perché in loro c’era una ferocia, se è possibile, ancora più insensata; era inconcepibile che degli italiani si degradassero fino a terrorizzare, torturare, ammazzare gente che magari aveva le stesse radici, con la quale erano cresciuti assieme. » ma in realtà in questo modo Revelli, inconsapevolmente, rafforza la tesi di Pavone. Mentre Vittorio Foa condivide l’impostazione dell’autore «Sono sempre stato irritato di fronte a chi negava il carattere di guerra civile alla lotta partigiana. Diversamente da altri che avevano drammaticamente scelto durante quei mesi se fare il partigiano o meno, io avevo già scelto. Per me i fascisti esistevano già prima e non erano semplici marionette dei tedeschi».

Al netto delle critiche positive e negative siamo di fronte ad un’opera importante per comprendere la nostra Storia, riflettere sull’uso strumentale del passato e capire che il nostro futuro può fondarsi soltanto su un serio dibattito storiografico e non su slogan e pregiudizi.

Segnalo alcuni film sulla Resistenza. Elenco scarno e scontato ma sempre attuale:

Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini

Con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Maria Michi, Marcello Pagliero, Nando Bruno

Paisà (1946) di Roberto Rossellini

Con William Tubbs, Harriet White, Gar Moore, Carmela Sazio, Dots M. Johnson

Achtung! Banditi! (1951) di Carlo Lizzani

Con Gina Lollobrigida, Andrea Checchi, Lamberto Maggiorani, Vittorio Duse, Pietro Tordi

Il generale Della Rovere (1959) di Roberto Rossellini

Con Vittorio De Sica, Sandra Milo, Vittorio Caprioli, Hannes Messemer, Giovanna Ralli

Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini

Con Alberto Sordi, Eduardo De Filippo, Serge Reggiani, Martin Balsam, Nino Castelnuovo

Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy

Con Gian Maria Volonté, Aldo Giuffré, Lea Massari, Jean Sorel, Georges Wilson

La notte di San Lorenzo (1982) di Paolo e Vittorio Taviani

Con Omero Antonutti, Claudio Bigagli, Margarita Lozano, Massimo Sarchielli, Graziella Galvani

I piccoli maestri (1997) di Daniele Luchetti

Con Stefano Accorsi, Stefania Montorsi, Marco Paolini, Giorgio Pasotti, Diego Gianesini

Il partigiano Johnny (2000) di Guido Chiesa

Con Andrea Prodan, Stefano Dionisi, Claudio Amendola, Alberto Gimignani, Fabrizio Gifuni

L’uomo che verrà (2009) di Giorgio Diritti

Con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi

J.V.