Appunti sparsi sulla Resistenza

Appunti sparsi sulla Resistenza

Lotta che ha come obiettivi la sconfitta del nazifascismo e la liberazione del territorio occupato. Resistenza italiana caso emblematico dal momento che è proprio nel nostro paese che nasce il fascismo. Crisi dovuta a sconfitta militare e ad una identità nazionale irrisolta. Linea Gustav spartiacque. Dopo l’8 settembre 43 a nord della linea la durata dell’esperienza resistenziale è variabile: nove mesi per le regioni centrali, venti per le regioni a nord della linea gotica. Policentrismo geografico e varianza temporale, forme militari variegate tra modello francese e jugoslavo. Clandestinità e policentrismo politico-militare. Formazioni Garibaldi legate al partito comunista, Matteotti al Partito socialista, Giustizia e Libertà al Partito d’azione, Fiamme Verdi e Osovane al mondo cattolico. Fenomeno complesso unito dall’antifascismo in un fronte che va dai liberali ai comunisti. Ognuno rinuncia ad una parte identitaria per convergere sul fronte comune della lotta ai nazifascisti. Rapporto difficile con gli Alleati che non gradiscono un fenomeno tanto ingombrante mentre ai resistenti interessa un riscatto dopo la vergogna dell’8 settembre. Antifascismo storico minoritario ed élitario, antifascismo dei giovani, antifascismo della popolazione dovuto all’invivibilità causata dalla guerra, antifascismo operaio e dei braccianti della pianura Padana. Insurrezione militare e di classe sollevano inquietudini tra moderati ed alleati. Non c’è Rivoluzione perché nessuno l’ha preparata ma esiste una forte tensione di classe mal digerita dalla borghesia del nord e dai latifondisti. A questo proposito Renzo De Felice, Rosso e nero del 1995 e Nicola Tranfaglia, Un passato scomodo. Fascismo e postfascismo, Giovanni De Luna-Marco Revelli, Fascismo e antifascismo.

Subito dopo la guerra fascismo demonizzato e Resistenza eroica in chiave popolare e di ricostruzione, ammortizzatore paradossale dei conflitti di classe. Non così al Sud dove Stato e Amministrazione pubblica sono vissuti come fenomeni distanti. Resta comunque un patrimonio di lungimiranza e di impegno come mai si è visto nella Storia d’Italia. Poi crisi del ‘47, rottura dell’unità antifascista, attentato a Togliatti. Poi dura contrapposizione fascismo/antifascismo parallela a comunismo/anticomunismo in clima da guerra fredda. Vulgata resistenziale piegata ad interessi di partito. Distensione internazionale alla fine dei ‘50 e trasformazione del paese tra il ‘58 e il ‘63. Scontri del luglio ‘60 con forte spontaneismo. Nascita del centro-sinistra e nuova attenzione ai temi resistenziali con embrionali grumi di opposizione all’interno del partito comunista stesso, assai agguerriti e critici sui fenomeni derivanti dall’ondata di emigrazione. Uso istituzionale e ingessato della Resistenza in un retorico e vuoto richiamo ai valori nazionali. Esplosione dello scontro nel 1968/69 dove si giunge a parlare di tradimento della Resistenza e di doppia verità dei partiti. Poi strage di Piazza Fontana il 12 dicembre 1969 radicalizza lo scontro. Nasce l’antifascismo militante con derive minoritarie insurrezionali. Elezioni del ‘75/76 favorevoli alla sinistra ma forti tensioni dovute ad instabilità politica e dura contrapposizione tra partito comunista e gruppi extraparlamentari. Poi uccisione di Aldo Moro e politica emergenziale foriera di drammatiche conseguenze. Debito pubblico enorme e crisi lancinante. Politiche conservatrici e svuotamento dell’antifascismo. Uccisione di Guido Rossa ad opera delle Brigate Rosse e difesa della democrazia da parte dei sindacati e dei partiti storici. Leggi eccezionali e clima da stato d’assedio. Avanzata di soggetti altri come TV e mass media, sconfitta delle sinistre, posizioni difensive dell’antifascismo, ondata revisionista proveniente dalla Germania, dibattito peloso sulla Shoah. Poi finalmente Claudio Pavone, Una guerra civile, libro che fa chiarezza e mette un punto fermo, con poche certezze ma capace di sfatare miti e tabù. Altri contributi sono di tipo letterario, da Calvino a Cassola, da Revelli a Levi e contribuiscono alla formazione di un immaginario resistenziale. Anche il cinema fa la sua parte con Rossellini, De Sica, Lizzani per citarne alcuni.

Importante lavoro degli Istituti storici della Resistenza. Fondamentale il tema della memoria e della trasmissione orale.

Dibattito serrato su Patria e Nazione. Citiamo tra gli altri Bobbio, Scoppola, Cotta, De Luna, Revelli e, soprattutto, Rusconi. Segnalo en passant come pessimo esempio di faziosità Ernesto Galli della Loggia, La morte della Patria del 1996.

Per orientarsi

R. Battaglia, Storia della Resistenza italiana, Einaudi, 1953

G. Bocca, Storia dell’Italia partigiana, Laterza, 1966

A. Bravo, A.M. Bruzzone, In guerra senza armi. Storie di donne, 1940-45, Laterza, 1995

E. Collotti, L’amministrazione tedesca dell’Italia occupata, 1943-45. Studi e documenti. Lerici, 1963

D.W. Ellwood, L’alleato nemico, Feltrinelli, 1977

L. Klinkhammer, L’occupazione tedesca in Italia 1943-45, Bollati Boringhieri, 1993

A.Mignemi (a cura di), Storia fotografica della Resistenza, Bollati Boringhieri, 1995

G. Quazza, Resistenza e Storia d’Italia, Feltrinelli, 1976

J.V.