Qualche considerazione sull’ansia

Qualche considerazione sull’ansia


“La paura del pericolo è diecimila volte più spaventosa del pericolo vero e proprio, quando si presenta di fatto davanti ai nostri occhi; e l’ansia è una tortura molto più grave da sopportare che non la sventura stessa per la quale stiamo in ansia.” (Daniel Defoe, Robinson Crusoe)


Le tre di notte. Ora dell’ansia. Non per me. Ormai possiedo gli anticorpi. Quando mi sveglio leggo e penso. Però so che molti umani a quell’ora si drizzano sul letto, sudano freddo e non riescono più a prendere sonno. Sono in preda agli attacchi di ansia forse dovuti a retaggi primordiali. Pensano al futuro con preoccupazione e un quadro fosco gli si dipinge davanti agli occhi. Si aggrappano all’ansia come se essa fosse il fondamento della loro esistenza, del loro essere. Si pre-occupano heideggerianamente. È sufficiente qualsiasi pretesto. Realtà e irrealtà si mescolano nella mente. Il futuro appare gravido di pericoli, il mondo un bosco fitto, buio e pericoloso, le parole degli altri pesano come macigni. Una vera e propria tortura dovuta alla smania di voler controllare il futuro. L’ansioso, come dice Cioran, è un fanatico del peggio, uno che non trova soluzione al malessere, prova paura, si preoccupa, respira male, si sente inadeguato e minacciato. L’ignoto incombe e avvertiamo il nulla, la pesantezza del vivere, il non senso dell’esistenza. Il poeta lo scrive magistralmente “Angelo pieno di gaiezza, conosci tu l’angoscia, la vergogna, i rimorsi, i singhiozzi, i fastidi e i vaghi terrori di quelle orrende notti che comprimono il cuore come si spiegazza una carta? Angelo pieno di gaiezza, conosci tu l’angoscia?… Lunghi trasporti funebri, senza tamburi né bande, sfilano lentamente nella mia anima, vinta; la Speranza, piange; e l’atroce Angoscia, dispotica, pianta sul mio cranio chinato, il suo nero vessillo.”


Come combattere tutto ciò? Iniziamo a preoccuparci meno di noi stessi e un po’ più di chi ci circonda, le loro difficoltà, i loro problemi. Poi essere consapevoli che la nostra ansia è nulla, un niente, una assoluta sciocchezza e soprattutto comprendere che il nostro squallido apparire attraverso potere, ricchezza, ostentazione, finzione volgare nel tentativo di essere ciò che non siamo genera ansia. Smettiamola di voler sembrare belli. In genere siamo brutti ed infelici e dobbiamo esserne consapevoli. Le religioni hanno inventato Satana per offrire un senso attraverso ansia e speranza, peccato ed espiazione della colpa al punto che alcuni attraverso l’ansia di immortalità trovano Dio. Più prosaicamente concludo citando Schopenhauer “Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.”


Prendiamone atto e comportiamoci di conseguenza…

J.V.