Praga magica, di Angelo Maria Ripellino

– Non avrà fine la fascinazione, la vita di Praga. Svaniranno in un baratro i persecutori, i monatti. Ed io forse vi ritornerò. Certo che vi ritornerò. In una bettola di Mala Strana, ombre della mia giovinezza, stappate una bottiglia di Mělník. Andrò a Praga, al cabaret Viola, a recitare i miei versi. Vi porterò i miei nipoti, i miei figli, le donne che ho amato, i miei amici, i miei genitori risorti, tutti i miei morti. Praga, non ci daremo per vinti. Fatti forza, resisti. Non ci resta altro che percorrere insieme il lunghissimo, chapliniano cammino della speranza. – explicit di Praga magica di Angelo Maria Ripellino »


Praga magica è un meraviglioso saggio-guida di Angelo Maria Ripellino, pubblicato nel 1973. Passione infinita per una città magica e meravigliosa, fredda, nebbiosa e luminosa allo stesso tempo, gotica e barocca, tragica e grottesca, ricca di cultura occidentale e intrisa di tradizione ebraica. Rodolfo II, imperatore mecenate un po’ folle, protettore di artisti, alchimisti e astronomi, il Golem e il cimitero ebraico, Alfred Kubin, Franz Kafka, i surrealisti, Apollinaire e altro… soprattutto nostalgia e rassegnazione « Anch’io ho la certezza di avervi abitato in altre epoche… da secoli cammino per la città vltavina, mi mescolo alle moltitudine, arranco, gironzolo, annuso tanfo di birra, di fumo, di treni, di melma fluviale. » e ancora il buon soldato Sveijk di Jaroslav Hasek, le stradine nebbiose, le taverne, la statua di Jan Huss, le defenestrazioni ricorrenti.


Scrive Claudio Magris “Con ‘Praga magica’ Ripellino ha scritto non tanto un libro sulla cultura praghese come lo splendido Kafka di Baioni, quanto un nuovo e ulteriore libro della ricchissima letteratura praghese, una mappa della città vissuta quale trama di secolari incontri-scontri e quale cristallizzazione di un ininterrotto diluvio storico. Con un gusto ardimentoso ed enciclopedico Ripellino passa in rassegna una folla di persone, luoghi, libri, ombre, edifici, relitti, echi e bagliori della civiltà praghese”.

Libro di culto per chi si è innamorato di Praga a prima vista e la porta sempre nel cuore ma consigliato anche a chi ancora non la conosce e decide di andarci, racconto stupendo e ricercato della città più misteriosa del mondo, magica, alchemica, triste, malinconica, unica e particolare. Il turismo di massa prova a distruggerla ma non vi riuscirà… la città d’oro sopravvive a tutto e resta il luogo privilegiato delle persone sensibili, colte, malinconiche, capaci di vedere Franz Kafka che ritorna in via Celetná, Jaroslav Hasek nelle taverne notturne, Josef Sveik che da Hradcany si dirige verso il ponte Carlo e la Città Vecchia, l’incendio del ghetto, il Principe Z’Thurn che viene sconfitto alla Montagna Bianca, gli svedesi di Königsmark che trascinano cannoni per Malá Strana.

Purtroppo vedono anche il terribile volto di Hitler e Stalin e delle loro feroci e sanguinarie dittature, Wallenstein che distrugge il proprio paese, i prepotenti stranieri e le masnade di lanzichenecchi, Jan Palach che si dà fuoco come un bonzo.


Città incantatrice, ammaliante, arcana, disillusa per le continue sofferenze, nostalgica; città dello sradicamento e dello spaesamento, della perdita…
“Nella Moldava che attraversa la città leggiamo riflessa l’attiva presenza di Carlo IV e della predicazione di Jan Hus, il martirio di Jan Nepomuk, la saggezza del grande rabbi Jehudah Löw, la forza del Golem, la bizzarria di Rodolfo, le stravaganze di Arcimboldo […] Così come le molte umiliazioni della sua storia, quasi una cultura della sconfitta: dalla Montagna Bianca all’occupazione di Hitler, all’umiliante servaggio di Stalin. E finalmente la rivoluzione di velluto guidata da Vaclav Havel”
(Giampiero Gandolfo)
Praga assomiglia a Circe… dimentichi Itaca.

J.V.