Piero della Francesca, Resurrezione (1450-1463)

Piero della Francesca, Resurrezione (1450-1463)

La Resurrezione è un affresco (225x200cm) di Piero della Francesca, eseguito tra il 1450 e il 1463 circa e conservato nel Museo Civico di Sansepolcro.

Dormono tutti. Anche la natura in attesa della primavera. Autoritratto di Piero (soldato con la testa rovesciata sul sarcofago). Piero sogna. Stemma civico di Sansepolcro. Soltanto Cristo ha gli occhi aperti. Triangolo immaginario, che va dalla base del sarcofago alla sua aureola, suggerito anche dalle linee di forza delle pose dei soldati. La figura di Cristo divide in due il paesaggio: quello a sinistra, invernale e morente; quello a destra, estivo e rigoglioso. Costruzione geometrica della composizione. Figure astratte e immutabili, appartenenti ad un mondo “altro” di superiore significato. Trionfo di Cristo. De prospectiva pingendi.

Interesse per Piero verso la metà del XIX secolo. Resurrezione riscoperta da viaggiatori inglesi. Austin Henry Layard nel Quarterly Review definisce il Cristo di Sansepolcro come “dotato di una maestà terrificante e non terrena nel contegno, nei grandi occhi fissi nel vuoto e nei tratti malgrado ciò distesi”. Edgar Degas trae ispirazione per Semiramide alla costruzione di Babilonia, oggi al Museo d’Orsay, o Giovani spartane alla National Gallery di Londra.

Aldous Huxley nutre una sconfinata ammirazione per questo affresco e lo definisce la più bella pittura del mondo. Le parole di Huxley risparmiano la città di Sansepolcro dal bombardamento dell’artiglieria alleata nella Seconda guerra mondiale. Il capitano britannico Anthony Clarke interrompe il fuoco dopo essersi ricordato del giudizio di Huxley.

Auguro Buona Pasqua a chi crede e a chi non crede, a chi soffre e spera, a chi odia gli altri perché in realtà… odia se stesso.

J.V.

This article has 1 comments

  1. giovanni.durand@fastwebnet.it Reply

    Mi incuriosisce e mi affascina il giudizio di un’opera come “la più grande del mondo”, espressione che dichiara una scelta di passione, certo assai più che di ragione (ammesso che sia la ragione quella che davvero guida nelle scelte).Immagino che Huxley sia stato colpito principalmente dalla figura di Cristo. Figura solitaria e austera, è un Dio che si rivolge all’uomo non con la fiducia e la delicatezza del Dio padre di Michelangelo, la cui mano è espressione di un dono ma anche di un aiuto e una promessa. Il volto di Cristo è piuttosto un silenzioso comando. La bandiera è in’insegna di guerra, guerra morale che impegna l’uomo di domani. Anche Huxley aveva guardato al domani col suo romanzo distopico che il mondo nuovo tuttavia pensava con senso tragico.

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