Perseo e Andromeda


Quando ebbe sorpassato le distese desertiche e le verdi rive del Nilo eccolo giungere alle terre etiopi.
Sulla spiaggia, legata saldamente con robuste catene ad una roccia scura, vide una fanciulla immobile, bruciata dal sole.
Se non fosse stato per le lacrime che le rigavano il volto, avrebbe creduto che fosse morta.
Dopo che si fu avvicinato, la ragazza affermò di essere Andromeda, e di essere stata scelta come oggetto di sacrificio per salvare l’intera nazione dall’ira degli dei a causa della avventatezza della madre .
La giovane donna, figlia del re d’Etiopia Cefeo e della sua sposa Cassiopea, scontava una colpa commessa dalla madre che stimolata dalla vanità si era dichiarata più bella delle Nereidi.
Le Nereidi (le più famose erano Anfitrite, moglie di Poseidone, e Teti, madre di Achille) erano tutte buone e carine, ma se qualcuno arrivava al punto di offenderle…
Chiesero perciò al possente Poseidone un’esemplare punizione per la presuntuosa regina.
Il dio si incollerì per il torto subito dalla moglie e dalle sue sorelle, ascoltò la loro preghiera e per prima cosa devastò le coste del paese con una spaventosa inondazione, poi aggiunse la ciliegina sulla torta con la creazione di un terrificante mostro marino che distruggeva ogni cosa ed uccideva gli abitanti dei villaggi costieri.


Il re Cefeo disorientato, si rivolse all’oracolo del dio Ammone, che “esercitava” sulle rive libanesi, il quale suggerì l’unico rimedio possibile: il sacrificio della giovane figlia Andromeda.
Ma ecco che il mostro sorse dagli abissi marini e Perseo, turbato dalla bellezza della fanciulla non meno che dal suo dolore, decise di interrompere il sacrificio.
Rivolgendosi ai genitori, si offrì di mutare il destino della fanciulla, combattendo il mostro per mettere quindi fine alla maledizione in cambio della mano d’Andromeda.


“Io libererò vostra figlia se da voi otterrò di averla in sposa”. I genitori non solo concessero al forte uomo il matrimonio ma anche il loro regno.
Il mostro avanzava tagliando le onde come una veloce imbarcazione. “Ecco come la nave dal rostro sporgente, mossa dai muscoli tesi di giovani marinai scivola veloce sull’acqua, così il mostro fendendo le onde con l’urto del petto…[Ovidio, Metamorfosi]
Perseo appoggiò il sacco contenente la testa di Medusa e il sangue giunse su alcuni ciuffi di alghe, pietrificandoli all’istante in rami di corallo, quindi si alzò in volo e scendendo in picchiata come una maestosa aquila perforò il gigantesco collo con la sua lama.


Il mostro ruggente si dimenò, cercando di liberarsi, di catturarlo, di dilaniarlo tra le sue fauci ma la lama tornò ad infierire.
Quando la lotta fu terminata, Cefeo e la sconsiderata Cassiopea scesero alla spiaggia per vedere cosa era accaduto.
Qui trovarono Andromeda spaventata ma incolume, e Perseo che ripuliva la spada e il corpo del mostro che affiorava dalle acque arrossate dal suo sangue.

Da Ovidio, Metamorfosi, libro IV

Perseo, l’uomo che sottomette la donna,  Medusa e Andromeda. Perseo prima sancisce il potere sulla donna, rappresentata dalla testa ormai recisa  di Medusa, e poi si concede ad Andromeda (colei che è vicina all’uomo, che se ne prende cura). Andromeda viene dopo Medusa e ne è il complemento.  Quale uomo, alle prese con Medusa, non vorrebbe convertirla in Andromeda? Quale donna non vorrebbe avere la reazione di Medusa di fronte all’arroganza di Perseo?

J.V.