Per una possibile storia della musica. 49

Per una possibile storia della musica. 49

La calunnia è un venticello, da Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini

La calunnia è un venticello Un’auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcementeIncomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillandoVa scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente S’introduce destramente, E le teste ed i cervelli Fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo Lo schiamazzo va crescendo: Prende forza a poco a poco, Scorre già di loco in loco, Sembra il tuono, la tempesta Che nel sen della foresta, Va fischiando, brontolando, E ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca, e scoppia, Si propaga si raddoppia E produce un’esplosione Come un colpo di cannone, Un tremuoto, un temporale, Un tumulto generale Che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar. Profondo conoscitore dell’animo umano, grande compositore ed uomo saggio, Rossini descrive meglio di mille trattati di morale uno dei più turpi comportamenti umani. J.V.