La Musica in Schopenhauer… e altro

La Musica in Schopenhauer… e altro

Musica linguaggio universale, come volontà ed esistenza, in grado di oltrepassare la materia e portare alla luce la volontà noumenica.

“La musica oltrepassa le idee, è del tutto indipendente anche dal mondo fenomenico, lo ignora, in un certo modo potrebbe continuare ad esistere anche se il mondo non esistesse più: cosa che non si può dire delle arti. La musica è infatti oggettivazione e immagine dell’intera volontà, tanto immediata quanto il mondo, anzi, quanto le idee, la cui pluralità fenomenica costituisce il mondo degli oggetti particolari”.

Così Arthur Schopenhauer ne Il mondo come volontà e rappresentazione. Romanticismo e Decadentismo, artista distaccato dal mondo. Musica presenza grave… altro che tempo libero per i benestanti. Ascoltare musica come si legge filosofia. Superiorità della musica, sentimento che può essere sprigionato soltanto dal suono. Strada aperta da Beethoven e Liszt, proseguita da Wagner. Musica come ricerca di Verità nell’arte per il filologo Nietzsche. Musica come Metafisica oltre l’idea è vera ispirazione dell’uomo. Nuova frontiera dell’apprendimento ed espressione del dionisiaco, autosufficiente. Nella stessa direzione di Nietzsche corre Wagner che considera il linguaggio musicale alla stregua dell’introspezione cognitiva, arte superiore, Wort-Ton-Drama, opera d’arte totale, parola-musica-azione, sacro rito di partecipazione e di massimo coinvolgimento del pubblico che si presuppone assai colto. Fondazione di una nuova sintassi musicale che aprirà la strada allo sperimentalismo novecentesco in grado di liberare completamente il suono. Il musicista non è più un semplice artigiano al servizio dello spettatore. Inevitabile scontro Wagner/Nietzsche dal momento che il primo teorizza eccessivamente in modo hegeliano, mentre il secondo insiste sulla preponderanza musicale rispetto alle idee, alla razionalità, alla costruzione platonico-socratica occidentale. Nietzsche contra Wagner, Fritz segretamente innamorato intellettualmente di Cosima/Arianna. Per il primo la musica è il fine, per il secondo un mezzo per giungere alla Metafisica. Per Fritz non esiste nulla oltre la Musica…

“L’iroso dispetto, l’odio, la maledizione, e d’altra parte la smodata ammirazione, il fanatismo che hanno accompagnato, prima e dopo la loro morte questi due uomini, testimoniano la violenza della loro personalità, che non ha avuto eguali nella storia dell’arte e del pensiero. Dopo di essi non si è più presentata un’energia creativa la cui impronta restasse così segnata, che afferrasse o respingesse con tanta prepotenza”. (Giorgio Colli)

J.V.