Il pranzo di Babette

Il pranzo di Babette (Babettes gæstebud) è un film del 1987, sceneggiato e diretto da Gabriel Axel, tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen, vincitore dell’Oscar al miglior film straniero.
È stato presentato nella sezione Un Certain Regard al 40º Festival di Cannes, ottenendo la menzione speciale della giuria.

* Stéphane Audran: Babette Hersant
* Birgitte Federspiel: Martina (anziana)
* Bodil Kjer: Philippa (anziana)
* Vibeke Hastrup: Martina (giovane)
* Hanne Stensgaard: Philippa (giovane)
* Jarl Kulle: Generale Lorens Lowenhielm
* Gudmaw Wivesson: Lorens Lowenhielm (giovane)
* Pouel Kern: il Pastore
* Jean-Philippe Lafont: Achille Papin
* Bibi Andersson: signora svedese
* Asta Esper Hagen Andersen: Anna
* Thomas Antoni: tenente svedese
* Gert Bastian: povero
* Viggo Bentzon: pescatore
* Erik Petersen: Erik
* Else Petersen: Solveig
* Lisbeth Movin: la vedova
* Preben Lerdorff Rye: il capitano
* Ghita Nørby: voce narrante

1871 Parigi. Il generale Galliffet attua una feroce repressione contro la Comune. Una donna, alla quale hanno ucciso marito e figlio, fugge e giunge stanca, disperata e disgraziata in un piccolo e poverissimo villaggio danese. Accolta da due anziane sorelle, Martina e Philippa, così chiamate dal loro padre, pastore protestante, in onore di Martin Lutero e Filippo Melantone. Alla morte del pastore le due sorelle, dopo aver respinto proposte matrimoniali, dirigono la piccola comunità di anziani, malati e derelitti, con frugalità e semplicità. Babette Hérsant, questo il nome della donna, viene accolta dalle anziane signorine grazie alla lettera di Achille Papin, un vecchio corteggiatore di una delle due, e si guadagna l’ospitalità lavorando come governante e aiutando la comunità. La qualità della vita, grazie a Babette, si alza decisamente. Dopo 14 anni di questa grigia ma tranquilla esistenza a Babette giunge inaspettata la vincita di diecimila franchi d’oro alla lotteria francese. Preoccupazione delle due signorine… pensano che Babette tornerà in Francia. Nulla di tutto ciò. Chiede soltanto alle due sorelle di poter dedicare un pranzo alla memoria del pastore loro padre, nel centenario della sua nascita. Martina e Philippa, anche se lusingate, vedono il banchetto come una pericolo, una tentazione che potrebbe rovinare la vita della piccola comunità. Alla fine accettano con riluttanza. Giungono i dodici invitati e con loro il generale Lorens Lowenhielm, in gioventù spasimante di Martina che, da uomo di mondo qual è, capisce subito che quello sarà un pranzo assai particolare. All’arrivo in tavola delle splendide quaglie en sarcophage, il generale scava nei ricordi di gioventù e racconta del Café Anglais di Parigi, dove cucinava uno chef donna, improvvisamente scomparsa, che riusciva, con la sua cucina sublime a trasformare un banchetto «in una avventura amorosa». Quella cuoca, ma i poveri commensali non lo sanno, era proprio Babette, che per imbandire quella tavola ha speso tutto il denaro. Del resto in patria non ha più nessuno. Così la grande artista culinaria dedica il proprio talento a poveri Miserabili che non hanno mai gustato i sapori della vita in ogni sua espressione. Carità, sacrificio, rinuncia, piacere estetico, salto nella vita etica, possibilità dell’impossibilità… in una parola: Kierkegaard. Film non semplice e dai profondi risvolti filosofici sul rapporto etica/estetica, grande Storia/rinuncia, compassione/amore, Cattolicesimo/Protestantesimo.
Mai banale, elegante, raffinato, colto, autorevole, incantevole… da contrapporre all’orgia grottesca di pseudo-grandi chef odierni che imperversano in televisione e alle volgari trasmissioni di cucina che invitano quasi a disprezzare la tavola.

Per gli esteti allego il menù di quel giorno

* Brodo di tartaruga
* Blinis Demidoff
* Quaglie en sarcophage
* Insalata mista
* Formaggi misti
* Savarin
* Frutta mista
* Caffè con tartufi al rum
* Friandises: pinolate, frollini, amaretti
Vini
* Amontillado bianco ambra
* Gran Cru Clos de Vougeot del 1846
* Champagne Veuve Clicquot del 1860
* Vieux Marc de Champagne


Concludo con una piacevole scoperta: è il film preferito di Papa Francesco… lo ha dichiarato ufficialmente.

J.V.