I tre moschettieri

I tre moschettieri (Les trois mousquetaires) è un romanzo d’appendice scritto da Alexandre Dumas con la collaborazione di Auguste Maquet nel 1844 e pubblicato originariamente a puntate sul giornale Le Siècle. È uno dei romanzi più famosi e tradotti della letteratura francese e ha dato inizio ad una trilogia, che comprende Vent’anni dopo(1845) e Il visconte di Bragelonne (1850).

Beato colui che per la prima volta si accinge a inseguire le orme di d’Artagnan; beato colui che, avendo letto questo libro nell’adolescenza, come accade, in una edizione probabilmente ornata di traumatizzanti illustrazioni, non ne conserva che un confuso ricordo, fatto di generosi e un po’ sciocchi duelli, di trame ingegnose, di agevoli uccisioni; attendono costoro alcune ore di indifesa, deliziata lettura… Una velocissima cavalcata, che si svolge con accelerazione sempre più nervosa e rovinosa, ci rapisce, per le strade di Francia e di Inghilterra, sulle tracce di d’Artagnan e dei tre moschettieri; in preda ad un batticuore lievemente degradante, gustando tutta la codarda letizia di essere “fuori”, noi seguiamo le ambagi di una storia seducente quanto sfrontatamente improbabile. Di rado siamo commossi, mai coinvolti, ma costantemente eccitati. (Giorgio Manganelli)

Francia, 1625, guerra dei Trent’anni, duelli, amori, tradimenti, grande storia romanzata, errori marchiani spesso voluti. Fascino perverso di Milady, aristocrazia di Athos, compostezza religiosa di Aramis, ingenuità di D’Artagnan, forza bruta di Porthos, genialità luciferina del Cardinale. E ancora: agenti segreti, spie, calvinisti sprovveduti, gioielli da riportare a Parigi. Avventura, coraggio, cappa e spada, divertimento allo stato puro. Il Seicento del senso comune è quello di Dumas. Non è il vero Seicento, ma non importa a nessuno. C’è il numero civico della casa di Constance? È un clamoroso errore ma va bene lo stesso. Ciò che conta è il ritmo, la giostra che non si ferma mai, i dialoghi serrati, il gioco verità/finzione. E ancora il fascino di Buckingham, il mistero dell’uomo di Meung, i saloni del Louvre, le guasconate, i servitori fedeli, da Planchet a Grimaud… Il lieto fine: i cattivi verranno puniti e i buoni trionferanno.

Da parte mia, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i Trois mousquetaires di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun’ offesa della poesia, ma nascondendo in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti, ed è bene incoraggiarli a deporre la loro falsa vergogna e il loro congiunto imbarazzo (Benedetto Croce)

Fortunato chi non lo ha ancora letto, fortunato chi lo rilegge… Sventurato chi non entra nel mondo avventuroso dei Tre moschettieri…

La spettacolare vicenda è stata ovviamente oggetto di trasposizione cinematografica dal 1909 ad oggi. Segnalo:

– I tre moschettieri (1909) diretto da Mario Caserini
– The Three Musketeers (1916) diretto da Charles Swickard
– I tre moschettieri (The three Musketeers)(1921) diretto da Fred Niblo
– La maschera di ferro (The Iron Mask) (1929) diretto da Allan Dwan
– I tre moschettieri (The three Musketeers) (1935) diretto da Rowland V. Lee
– La maschera di ferro (The Man in the Iron Mask) (1939) diretto da James Whale
– I tre moschettieri (The three Musketeers) (1948) diretto da George Sidney
– I tre moschettieri (The three Musketeers) (1973) diretto da Richard Lester
– Milady – I quattro moschettieri (The Four Musketeers: The Revenge of Milady) (1974) diretto da Richard Lester
– Il ritorno dei tre moschettieri (The Return of the Musketeers) (1989) diretto da Richard Lester
– I tre moschettieri (The three Musketeers) (1993) diretto da Stephen Herek
– La maschera di ferro (The Man in the Iron Mask) (1998) diretto da Randall Wallace
– D’Artagnan (The Musketeer) (2001) diretto da Peter Hyams
– Musketeers – Moschettieri (La Femme Musketeer) (2004) diretto da Steve Boyum
– I tre moschettieri (The three Musketeers) (2011) diretto da Paul W. S. Anderson
– Tri mušketëra (2014) diretto da Sergej Žigunov
– The Musketeers (2014) serie televisiva britannica creata da Adrian Hodges

Sono cresciuto con la trilogia di Richard Lester
– Oliver Reed: Athos
– Frank Finlay: Porthos
– Richard Chamberlain: Aramis
– Michael York: D’Artagnan
– Raquel Welch: Costanza Bonancieux
– Christopher Lee: Rochefort
– Geraldine Chaplin: Regina Anna d’Austria
– Jean-Pierre Cassel: Re Luigi XIII
– Spike Milligan: Monsieur Bonancieux
– Roy Kinnear: Planchet
– Georges Wilson: Treville
– Simon Ward: Duca di Buckingham
– Faye Dunaway: Milady De Winter
– Charlton Heston: Cardinale Richelieu
– Joss Ackland: Padre di D’Artagnan
– Nicole Calfan: Kitty
– Michael Gothard: Felton
Prestigiosi attori, regia eccellente, azione continua. Tutti bravissimi con Reed sopra gli altri.

Da ricordare anche La maschera di ferro di Wallace con uno strepitoso Leonardo di Caprio. Improbabile storia d’amore tra Anna d’Austria e D’Artagnan… ma è in linea col puro divertimento.


– Leonardo DiCaprio: re Luigi XIV / Filippo
– Gabriel Byrne: D’Artagnan
– Jeremy Irons: Aramis
– John Malkovich: Athos
– Gérard Depardieu: Porthos
– Anne Parillaud: regina Anna
– Judith Godrèche: Christine Bellefort
– Edward Atterton: Tenente André
– Peter Sarsgaard: Raoul de la Fère
– Hugh Laurie: consigliere del re numero uno
– David Lowe: consigliere del re numero due
– Leonor Varela: cortigiana
Con attori di questo calibro… successo assicurato. Byrne, Irons, Malkovich, Depardieu, Di Caprio, Parillaud… la grande Ungheria del cinema spettacolare. Ricordo Parigi sotto la pioggia con file interminabili di spettatori fuori dai cinema per assistere alla prima… Bei tempi. In venti anni è cambiato il mondo e… non in meglio.

J.V