Costantino

Costantino

Con lui inizia l’impero romano Cristiano. Trent’anni di governo, dal 306 al 337. “Pacifica” l’impero col ferro e col sangue. Aumenta gli organici dell’esercito, riforma il sistema monetario, fonda la nuova capitale che porta il suo nome.

Nasce in Mesia, nel basso Danubio. Distanza emotiva e sentimentale da Roma. Tetrarchia dioclezianea non funziona. Dopo l’abdicazione del vecchio imperatore guerra civile. Il problema è sempre lo stesso: non esiste una regola per la trasmissione del potere. Nel terzo secolo trentatré imperatori di cui trenta muoiono di morte violenta. Potere dell’esercito. Costantino viene acclamato dalle legioni di suo padre Costanzo a York (Eburacum) il punto più lontano a occidente dell’impero. Tutta la sua vita sarà una corsa verso oriente. Sposa in seconda nozze Fausta, figlia di Massimiano, ex collega di Diocleziano. Non esita a far uccidere il suocero poi si rivolge contro il cognato Massenzio e lo sbaraglia nella famosa battaglia di Ponte Milvio in località ad Saxa Rubra. Famoso sogno della notte del 27 ottobre 312, qualche ora prima della battaglia. In hoc signo vinces. Che dire? Costantino è un grande generale, uno spietato politico e un amante del potere per il potere. Il sogno ci fu veramente? È un luogo comune storiografico. Prima della battaglia sognano tutti, da Cesare ad Augusto. Storiografia cristiana a suo favore, in particolar modo Lattanzio ed Eusebio di Cesarea. “durante il sonno viene avvertito di far segnare sugli scudi il celeste segno di Dio e di dar battaglia”. Stupendo Piero della Francesca ad Arezzo.

Origine del labaro. La battaglia è durissima e veloce. Catafratti annegati nel Tevere assieme al loro condottiero Massenzio. Dal Sol Invictus, assai diffuso nell’esercito assieme ai culti mitralici, al Cristianesimo. 313 a Milano editto di tolleranza assieme al collega Licinio. Peccato che non sia un editto, non è stato promulgato a Milano e lo ha diffuso soltanto Licinio. Presa d’atto del fallimento della persecuzione contro i cristiani scatenata da Diocleziano. Storia di propaganda e interpretazioni. In ogni caso Costantino è il primo imperatore romano che si converte al cristianesimo e prende il battesimo in punto di morte. Toglie l’ici alla chiesa e cementa l’alleanza trono-altare. Provvedimenti contro gli eretici, liberazione degli schiavi, santificazione della domenica, volontà moralizzatrice, senso del peccato, toni cupi, ferocia repressiva. Costantino Santo/assassino. Nel 324 sconfigge definitivamente Licinio, promette alla sorella Costanza che non le ucciderá il marito… l’anno successivo lo farà assassinare. Nel 326 elimina la moglie Fausta e il figlio di primo letto Crispo accusandoli di essere amanti. Ovviamente non era vero. Soltanto i sacerdoti cristiani riescono a perdonarlo. Jacob Burckhardt afferma “Nel caso di un uomo geniale, al quale l’ambizione e la sete di dominio non concedono un’ora di tregua, non si può parlare di cristianesimo o paganesimo, di religiosità o irreligiosità consapevoli: un uomo simile è essenzialmente areligioso, e lo sarebbe anche se egli immaginasse di far parte integrante di una comunità religiosa”. Secondo lo storico marxista Paul Veyne “la conversione al cristianesimo fu forse l’atto più audace mai compiuto da un autocrate in spregio alla grande maggioranza dei suoi sudditi”. Edward Gibbon esprime un giudizio pessimo sul grande imperatore, responsabile di aver costruito un sistema vessatorio, spietato, fondato sull’arroganza e la prepotenza dei pretoriani. Sicuramente indebolisce ulteriormente la parte occidentale dell’impero. Nel 325 a Nicea, in un famoso concilio, ricerca l’unità della Chiesa seguendo i dettami della Pax Deorum. Un Dio, una fede, un imperatore. Inventa, assieme alla madre Elena, la Terrasanta e il turismo religioso. Costruisce la sua città saccheggiando Roma e mezzo impero. Costantinopoli sarà la capitale imperiale e resisterà sino al 1453, quando cadrà sotto i colpi di Mehemet II il conquistatore.

Muore nel 337 dopo aver ricevuto il battesimo. La Chiesa ortodossa lo celebra come Santo il 21 maggio assieme alla madre Elena. Poco dopo la sua morte i tre figli Costante I, Costantino II e Costanzo II si spartiscono l’impero, uccidono decine di parenti. Vengono risparmiati soltanto due suoi nipoti bambini, Gallo e Giuliano, figli del fratellastro Giulio Costanzo. Nel 350 Costanzo resta unico imperatore. Alla sua morte uno dei bambini sopravvissuti, il coltissimo filosofo e brillante condottiero Giuliano, prenderà il potere. Il suo sarà l’ultimo tentativo di ripristinare il paganesimo. Verrà ucciso da un colpo di lancia nel corso della guerra contro i Sasanidi. L’impero Romano-Cristiano di Costantino verrà poi rafforzato da Teodosio. La crisi della parte occidentale è ormai certificata.

Cosa dire ancora di Costantino il vincitore? Alcuni anni fa Umberto Eco in un colloquio privato con l’allora giovane e bravissimo storico Alessandro Barbero, autore di un bel libro su Costantino, definisce senza mezzi termini l’imperatore “un figlio di puttana”. Eco poteva permetterselo in privato. In ogni caso la vita di Costantino rappresenta il trono di sangue, il durissimo esercizio del potere al livello più alto… o più basso.

J.V.

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  1. mlporcile@gmail.com

    Lo scorso anno, in visita di istruzione ad Arezzo, la guida alla basilica di San Francesco ci ha fatto notare come Piero rappresenti l’alba, momento in cui i sogni sono più veritieri, e le costellazioni siano disegnate come riflesse da una pozza d’acqua, perché il nostro sguardo può guardarle solo con umiltà.