LA GRANDE PARTITA

LA GRANDE PARTITA

La grande partita (Pawn Sacrifice) è un film del 2014 diretto da Edward Zwick, con Tobey Maguire (Bobby Fischer), Liev Schreiber (Boris Spassky),

Lily Rabe (Joan Fischer), Peter Sarsgaard (William Lombardy).

Ricostruzione della vita di uno dei più grandi scacchisti di ogni tempo: Bobby Fisher. Geniale e paranoico, bambino prodigio e adulto schiacciato dalla Guerra Fredda. A soli 14 anni è campione assoluto degli Stati Uniti. A 15 diviene Gran Maestro. Nel 1971 nelle prove dei candidati al titolo mondiale elimina con punteggi incredibili tre dei migliori scacchisti dell’epoca: Taimanov (6-0), Larsen (6-0), Petrosian (6-2). Famose le sue polemiche contro gli scacchisti russi accusati di aver truccato lo scacchismo mondiale. Nel 1972 sfida Boris Spassky nel match del secolo, una sorta di prolungamento della Guerra fredda. Si svolge a Reykjavík da luglio a settembre del 1972. All’improvviso non vuole giocare e occorre una telefonata di Henry Kissinger – e un aumento cospicuo della borsa – per convincerlo. Incontro durissimo ed esasperante. Perde le prime due partite (la seconda perché non si presenta) poi si impone con quattro punti di vantaggio (12,5-8,5). Partita epica, in particolare la n. 6, considerata un capolavoro assoluto. Il punteggio Elo di Fischer è 2785, il primo al mondo ad andare sopra i 2700. La sfida viene seguita in tutto il mondo. Sono gli anni del boom di Fischer, il nuovo Morphy.

Ottima sceneggiatura, regia non sempre all’altezza, buona prova degli attori. Una figura leggendaria e complessa, un ritratto di un mondo tanto affascinante quanto violento: gli scacchi. Ragione e Follia, sacrificio e abnegazione, studio ossessivo e totale applicazione. Un mondo rarefatto e metafisico, nel quale, dopo le prime mosse, si aprono miliardi di combinazioni ma una, ed una sola, è quella giusta… Come la nostra esistenza.

J.V.

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