Alcune note sull’autostima

Alcune note sull’autostima


“Esiste una cosa peggiore della morte e di qualsiasi sofferenza, la perdita della stima di sé. Quando si viene colpiti da una o più persone nella stima di sé, che costituisce la nostra dignità di uomini, la ferita è talmente profonda che neanche la morte può porre fine a questo tormento.” (Sándor Márai, Le braci)


L’autostima è indispensabile per vivere decentemente. Sarà sufficiente leggere la lettera di Franz Kafka indirizzata a suo padre per comprendere quanti danni possa provocare il senso di frustrazione, l’impossibilità di sentirsi autorevoli e sicuri di se stessi. Intanto non bisogna preoccuparsi di ciò che dicono gli altri, avere pochi amici sinceri ed essere consapevoli che la vita non va sprecata con inutili piagnistei. Fondamentale imparare a star bene da soli, pensare, leggere, riflettere, comprendere che il mondo fenomenico è illusorio e fasullo, squarciare il velo di Maja, toccare l’essenza delle cose. Convincersi che l’esercizio principe degli invidiosi è la critica malevola. Ecco perché servono pochi amici sinceri, gli unici abilitati a criticarti in privato. Non mi aspetto approvazione altrui. Se esiste tanto meglio ma non è indispensabile anche perché in genere le persone più sagge ed intelligenti criticano raramente il nostro operato mentre gli imbecilli tengono la bocca sempre aperta. Non ci occorre l’approvazione di qualcuno se non quella delle pochissime persone che stimiamo veramente. Occorre invece uno sforzo quotidiano di perfezionamento individuale, di lenta e lunga crescita, di costruzione della propria identità. È la nostra mente che deve funzionare, pensare, allenarsi continuamente, consentirci di riconoscere il valore degli altri, aiutarci a superare i momenti duri e terribili dell’esistenza, a sopportare stoicamente il dolore. Ovviamente non bisogna sconfinare nella presunzione e credersi più di quel che si è. Mantenersi umili va sempre bene, è una buona condotta di vita. Mi piace citare a studenti e docenti poco sicuri di se stessi una stupenda frase di André Gide “Osa diventare ciò che sei. E non disarmarti facilmente. Ci sono meravigliose opportunità in ogni essere. Persuaditi della tua forza e della tua gioventù. Continua a ripetere incessantemente: non spetta che a me.”
Nella consapevolezza della nostra imperfezione possiamo diventare sovrani del nostro regno e respingere possibili invasioni di barbari incivili e criticoni. Non possiamo e non dobbiamo piacere a tutti, tantomeno a chi tenta di prevaricarci. Alcune persone vanno amate ma sono una stretta minoranza. La nostra dignità viene prima di tutto. Mi rivolgo soprattutto ai giovani. Non perdete mai la vostra dignità, rispettate voi stessi, combattete i vostri demoni, non restate in silenzio di fronte ai prepotenti, non accettate il ruolo di vittima. Più nutrite fiducia in voi stessi e più fiducia ispirate agli altri. Il vostro peggior nemico è la paura. Essa assume molteplici sembianze, dalla vergogna alla gelosia, dall’ira all’arroganza, ma in definitiva è soltanto e sempre… scarsa autostima. Occorre ridere ogni giorno, esercitare l’autoironia. Lo dice uno che ne ha avuta poca ma ne avrebbe desiderata molta. So bene che è faticoso possedere una buona opinione di sé… però dobbiamo lottare. La posta in gioco è troppo alta: la nostra unica possibilità esistenziale.
“Vivere è stare sveglie concedersi agli altri,dare di sé sempre il meglioe non essere scaltri.Vivere è amare la vitacoi suoi funerali e i suoi balli,trovare favole e mitinelle vicende più squallide.”(Angelo Maria Ripellino, Vivere)


Dedicato a coloro che non trovano il coraggio di ribellarsi agli ignoranti prepotenti, arroganti e presuntuosi. 

J.V.