Importanza della conoscenza

Importanza della conoscenza

“Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l’uomo le apprende. La conoscenza è vita con le ali.” (Khalil Gibran)

Iniziamo col dire una semplice verità: l’informazione non è conoscenza. È un’altra cosa, non sempre buona, spesso tossica, qualche volta utile, ma non è conoscenza. Come spiega Heidegger “Nessuna epoca ha mai saputo tanto e tante diverse cose dell’uomo come la nostra. Però in verità nessuna ha mai saputo meno della nostra che cos’è l’uomo.”

Ecco, in queste poche parole risiede il cuore del problema. Inoltre quando crediamo di sapere qualcosa dobbiamo mutare prospettiva, nutrire dubbi teoretici su ciò che supponiamo di conoscere. Il mio ragionamento inizia da un’altra semplice verità: la conoscenza è Bene, l’ignoranza è Male. Dall’ignoranza provengono sciagure, lutti, sofferenze, incomprensioni. L’ignoranza è il non-essere. La non conoscenza di Bach, Dante, Shakespeare è la vittoria del Male. Ecco perché occorrono i buoni Maestri. Una scuola con pessimi insegnanti è dannosa. I pessimi insegnanti allontano i giovani dalla conoscenza, li precipitano verso l’inferno con la loro abulia ignorante, la mancanza di amore, la presunzione di sapere anche quando non sanno nulla. Soltanto chi conosce la grandezza della propria ignoranza e tenta di colmarla con sacrificio e costanza può iniziare ad insegnare mantenendo un comportamento umile nella consapevolezza del nobile magistero, nella meraviglia della scopetta, nella magia del viaggio, nello stimolo alla curiosità intellettuale. Pensate quanti ragazzi possono essere salvati da un buon maestro. Un Maestro saggio semina, è un buon contadino, è umile, mai arrogante. Non imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e non trasmetterlo agli altri è terribile. Una posizione esplicitata benissimo da Bertrand Russell “Tre passioni, semplici ma preponderanti, hanno governato la mia vita: il desiderio di amore, la ricerca della conoscenza, e la insopportabile pena per le sofferenze dell’umanità.”

Nessun ladro può rubarci ciò che conosciamo mentre ogni giorno noi possiamo generosamente regalarlo agli altri. Le migliori storie d’amore sono quelle con la conoscenza. È inutile conoscere molto senza trasmetterlo agli altri. I barbari non vogliono conoscere, distruggono, non costruiscono, disprezzano il sapere e la bellezza. Istruire i barbari, riuscire a meravigliarli, trasformarli in uomini degni di tale nome, è una grande vittoria. Chi esercita un potere dispotico esige masse ignoranti e cieche, elimina la Storia dalla scuola… elimina la scuola. Chi ama l’umanità mette a disposizione il proprio sapere, possibilmente in modo gratuito come Sabin e altri benefattori.L’ignoranza della Storia è terribile, spaventosa, criminale e porta autentici ignoranti presuntuosi alla convinzione di poter ricoprire cariche politiche senza preparazione alcuna precipitando nell’abisso il loro povero paese. Al contrario l’uomo di conoscenza conserva il pudore, la decenza, il timore delle proprie scelte. Provo pena per coloro che fingono di sapere e sdegno per la loro volgarità che scaturisce drammaticamente nel ricoprire cariche dalle quali dovrebbero stare molto lontani per un minimo di decenza. La strada della conoscenza è assai dura, esige coraggio, sofferenza, solitudine, lotta corpo a corpo con l’errore, angoscia per la nostra miserabile condizione e per il non senso che ci accompagna.

Malgrado le parole di Philip Dick “Nostra è la maledizione, e ancora siamo maledetti, come lo siamo sempre stati, e così saremo tutti spinti verso la morte, conoscendo poco o nulla, e quel poco, e quel nulla, conoscendolo male” voglio far tesoro della lezione di Spinoza e affrontare con serenità, pacatezza e dignità le intemperie.

J.V.