Maigret e il ministro

Ho sempre considerato Georges Simenon un grande scrittore. Mi piacciono i suoi romanzi, i racconti, le inchieste del commissario Maigret. Credo che il mio giudizio sia ampiamente condiviso (si pensi a quanto Camilleri deve a Simenon per il suo Montalbano) e ritengo di livello altissimo alcuni suoi romanzi (L’uomo che guardava passare i treni, La neve era sporca, per citarne solo due). Notevole la descrizione degli ambienti, la costruzione psicologica dei personaggi, l’atteggiamento mai giudicante, lo sforzo di comprensione del comportamento umano, un diffuso senso nostalgico per un mondo che forse non esiste più, l’antimoralismo, la scrittura essenziale ma coinvolgente.
Oggi vorrei parlare di un’inchiesta del commissario Maigret: Maigret e il ministro, scritto nel 1954. Maigret si trova a dover indagare su una torbida vicenda nella quale sono coinvolti politici scafati e pronti a tutto, giornalisti privi di scrupoli, ex poliziotti corrotti. Il ministro Auguste Point è invece un uomo onesto, riservato, serio… inadatto a combattere con i farabutti. Pur avendo lottato contro i nazisti non si è mai vantato, ha nascosto e salvato esseri umani durante l’occupazione tedesca, sempre in silenzio, come soltanto le persone buone sanno fare. Di fronte al crollo morale della Francia del dopoguerra molti cittadini decidono di eleggerlo. Ed ecco il problema: un uomo colto, serio e preparato riuscirà a combattere su un terreno minato come quello politico? O le sue doti, sobrietà, cultura, bontà, diverranno i suoi punti deboli e i pescecani ne approfitteranno?
A causa del crollo del sanatorio di Clairfond muoiono 128 bambini. Gli stessi responsabili della tragedia costruiscono una trappola per Auguste Point: lo accusano, grazie alla stampa compiacente e connivente, di essere il responsabile della tragedia, ottenendo così il duplice risultato di offrire un capro espiatorio all’opinione pubblica e di togliersi dai piedi un uomo onesto e capace. Storie che si ripetono continuamente. Auguste Point si affida a Maigret e il commissario, con coraggio e mestiere, riesce a tirarlo fuori dalla trappola. Resterà comunque l’amaro in bocca perché i veri colpevoli resteranno impuniti. Point smetterà di far politica e tornerà a casa.
Non aggiungo altro.

J.V.Scritto il29 novembre 2018CategorieLetteraturaTagMontalbano,Politica1 commento