Lenin

Lenin

Vladimir Il’ič Ul’janov. Famiglia benestante della classe media a Simbirsk. Figlio di un matematico che aveva studiato col grande Nikolaj Ivanovič Lobačevskij. A diciassette anni, nel 1887, vede suo fratello, membro di Narodnaja Volja, giustiziato per impiccagione dalla polizia zarista. Inizia attività politica. Volodja ormai è Vladimir. Dal 1893 a San Pietroburgo, elemento carismatico del Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Arrestato due anni dopo ed esiliato. Sposa Nadežda Krupskaja e si trasferisce in Europa occidentale. Nel 1902 scrive Che fare? Titolo di un famoso romanzo di Černyševskij. Anno chiave il 1903: scissione socialdemocratica. Lenin leader bolscevico contro i menscevichi di Martov. Fallimento della rivoluzione del 1905. Lavoro teorico assai importante. Grande guerra e posizione chiara di Lenin “Il periodo dal 1789 al 1871 fu l’epoca di un capitalismo progressivo in cui l’abbattimento del feudalesimo, dell’assolutismo e la liberazione dal giogo straniero erano all’ordine del giorno della storia. Su questa unica base si poteva ammettere la difesa della patria, cioè la lotta contro l’oppressione. Oggi si potrebbe ancora applicare questa concezione in una guerra contro le grandi potenze imperialistiche, ma sarebbe assurdo applicarla in una guerra fra queste grandi potenze, in cui si tratta di sapere chi saprà spogliare meglio i Paesi balcanici e l’Asia minore. […] una classe rivoluzionaria non può, durante una guerra reazionaria, che augurarsi la sconfitta del proprio governo […] la rivoluzione in tempo di guerra è la guerra civile; la trasformazione della guerra dei governi in guerra civile è facilitata dalla sconfitta di questi governi“.

Febbraio ‘17, ritorno in Russia grazie ai tedeschi. Errori di valutazione del governo tedesco. Sul treno anche Inessa Armand, Grigorij Zinoviev e altri rivoluzionari. Trentadue in tutto. Molti di loro in seguito verranno eliminati dal compagno Stalin.

Finanziamenti cospicui al capo bolscevico per ordine del Kaiser. Ovviamente in seguito Lenin negherà di aver ricevuto denaro dal nemico. Tesi di aprile. Nuova fuga all’estero. Rientra il 9 ottobre vestito da pastore luterano. Prepara il colpo di stato con l’aiuto di Trotzkij. Dopo la presa del potere accetta il diktat tedesco di Brest-Litovsk e ritira la Russia dalla guerra… “Abbiamo alzato ora la bandiera bianca della resa; innalzeremo più tardi, su tutto il mondo, la bandiera rossa della nostra rivoluzione.” Conseguenze drammatiche: terrore rosso, dissidenti eliminati, guerra civile, carestia, milioni di morti di fame. Internazionale comunista, guerra alla Polonia. Stalin segretario generale del partito. Problema della successione. Ictus del maggio 1922, paralisi parziale, ripresa e crollo definitivo. Il 21 gennaio 1924, a soli 53 anni, muore il leader indiscusso dello Stato sovietico. Sospetti mai risolti su avvelenamento procurato dal georgiano. “Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D’altro canto il compagno Trotzkij, come ha già dimostrato la sua lotta contro il CC nella questione del commissariato del popolo per i trasporti, si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell’attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi.” Questo “testamento” di Lenin verrà reso pubblico soltanto nel 1956 da Nikita Chruščëv al XX Congresso del PCUS.

Salma di Lenin venerata per ordine di Stalin.

Che dire? Demone annunciato da Dostoevskij? Eroe rivoluzionario? Entrambe le cose probabilmente. Filosofo materialista, eccellente propagandista lontano dai grandi temi filosofici del suo tempo, incarnazione di una volontà di potenza illimitata. Di fatto le sue rozze teorie, il suo materialismo volgare, vengono tragicamente sconfitti dagli eventi storici con fiumi di sangue, sofferenze indicibili, gulag staliniani e altre amenità.

“Ad onta della sua conclamata ortodossia, Lenin non era affatto un marxista ortodosso: potremmo addirittura dire che per quanto riguarda i lineamenti teorici essenziali non era nemmeno un marxista. Si servì spesso della metodologia di Marx e sfruttò la dialettica per giustificare le conclusioni che aveva già raggiunto con l’intuizione, ma ignorò il punto centrale dell’ideologia di Marx, quello relativo all’inevitabilità storica della rivoluzione. Lenin non credeva nel determinismo, bensì nell’importanza decisiva della volontà umana, di una in particolare: la sua… Nessun uomo impersona meglio di lui la trasformazione dell’impulso religioso in volontà di potenza: se fosse vissuto in un epoca più antica sarebbe sicuramente diventato un capo religioso, o, poiché amava straordinariamente il coraggio, si sarebbe arruolato nelle schiere di Maometto. Ma forse il personaggio a cui più si avvicina è Giovanni Calvino: a lui lo accomuna la fiducia nella validità di una struttura organizzativa, l’abilità di crearla e dirigerla con fermezza, il puritanesimo, la profonda coscienza della propria superiorità, e soprattutto l’intolleranza.”(Paul Johnson)

Non saprei esprimere meglio la mia posizione…

Mi conforta un gigante “Al di fuori della Russia Lenin e Engels non sono ovviamente dei pensatori scientifici apprezzati e non potrebbe interessare a nessuno confutarli come tali. Può darsi che lo stesso sia in Russia, ma lì nessuno si azzarda a dirlo.” (Albert Einstein)

Lenin è uno dei frutti avvelenati della prima guerra mondiale, nasce dall’odio delle trincee e il suo compito consiste nell’alimentare l’odio stesso. Non a caso ammira un altro frutto avvelenato “In Italia, compagni, c’era un solo socialista capace di guidare il popolo alla rivoluzione: Mussolini. Ebbene, voi lo avete perduto e non siete capaci di ricuperarlo!” (Lenin)

La sua natura viene compresa da Rosa Luxemburg “L’ultracentralismo raccomandato da Lenin ci sembra pervaso in tutto il suo essere non dallo spirito positivo e creatore ma dallo spirito sterile del guardiano notturno. La sua concezione è fondamentalmente diretta a controllare l’attività di partito e non a fecondarla, a restringere il movimento e non a svilupparlo, a soffocarlo e non a unificarlo.”

In genere coloro che vogliono edificare il Paradiso in terra costruiscono un Inferno…

J.V.