La battaglia di Algeri

La battaglia di Algeri è un film del 1966 diretto da Gillo Pontecorvo; ambientato nella città di Algeri durante la guerra d’Algeria, ha vinto il Leone d’oro alla 27ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
* Brahim Haggiag: Ali La Pointe
* Jean Martin: colonnello Philippe Mathieu
* Yacef Saadi: Saari Kader
* Tommaso Neri: capitano Dubois
* Michéle Kerbash: Fathia
* Samia Kerbash: una delle ragazze
* Ugo Paletti: capitano
* Fusia El Kader: Halima
* Ferruccio Amendola: Voce narrante

Docudrama di grande impatto emotivo, tagliato con l’accetta, non lascia un minuto di respiro… si sta scomodi sulla poltrona.
Algeri, 1957, casbah, paracadutisti francesi del colonnello Mathieu, torture, attentati, terrore, Ali che da piccolo delnquente si trasforma in capo rivoluzionario, FLN e OAS, Pieds-noir in preda al panico, mobilitazione di grandi intellettuali come Sartre e Camus (su posizioni differenti), rastrellamenti, problemi etici enormi (chi ha combattuto contro i nazifascisti ora ricorre alla tortura per smantellare l’organizzazione algerina)… bombe e linciaggi, poi il 3
luglio 1962, l’indipendenza dalla Francia. Scena finale da brivido.


Film anticolonialista girato in bianco e nero, dura condanna della dominazione francese ma severo anche nel mostrare i meccanismi spietati del terrorismo del Fronte di Liberazione. Analisi distante dai facili e ignoranti commenti oggi imperanti. Ricostruzione densa di problematicità, interrogativi etici, questioni storiche. Film intelligente, ben scritto, ben girato, scandito dal suono martellante del tamburo e dal commento musicale di Morricone… scena di tortura con Matthäuspassion in sottofondo. Vietato in Francia sino al 1971 perché la ferita del crollo della Quarta Repubblica e della fine dell’impero coloniale era ancora fresca. Versione restaurata nel 2016. Da vedere assolutamente, prendersi poi lunghe pause di silenzio, pensare e parlare meno possibile.

Ciò che oggi fa male è che di fronte a drammi di tale portata e di tale incidenza sulla nostra esistenza, i competenti e preparati parlano poco e con sofferenza (come è giusto che sia) mentre gli ignoranti demagoghi a destra (e a sinistra) starnazzano senza ritegno. Per quanto mi riguarda sto con Camus… sempre.

J.V.Scritto il18 dicembre 2018CategorieCinemaTagCamus,Docudrama,Quarta Repubblica,TorturaLascia un commentosu La battaglia di Algeri

War Horse

War Horse

War Horse

War Horse è un film del 2011 diretto da Steven Spielberg, tratto dall’omonimo romanzo di Michael Morpurgo e dall’omonimo adattamento teatrale del romanzo di Nick Stafford.

– Jeremy Irvine: Albert Narracott

– Emily Watson: Rose Narracott

– Peter Mullan: Ted Narracott

– Niels Arestrup: Nonno

– David Thewlis: Lyons

– Tom Hiddleston: Capitano James Nicholls

– Benedict Cumberbatch: Maggiore Jamie Stewart

– Celine Buckens: Emilie

– Toby Kebbell: Colin

– Patrick Kennedy: Tenente Charlie Waverly

– Leonard Carow: Michael Schröder

– David Kross: Gunther Schröder

– Matt Milne: Andrew Easton

– Robert Emms: David Lyons

– Eddie Marsan: Sergente Fry

– Nicolas Bro: Friedrich

– Rainer Bock: Brandt

– Hinnerk Schönemann: Pieter

– Geoff Bell: Sergente Sam Perkins

– Liam Cunningham: Dottore dell’esercito

Film assai sottovalutato di Spielberg. Ne parlo in omaggio ad un animale che amo particolarmente: il cavallo. Un animale nobile, maestoso, che chiede pochissimo e ha reso più semplice la nostra vita sino all’epoca del trionfo tecnologico. Tutta la storia umana vede il cavallo protagonista… Sino alla prima guerra mondiale. In questa guerra spaventosa che segna uno spartiacque terribile, muoiono milioni di uomini e milioni di cavalli, usati brutalmente in ogni modo sino allo sfinimento. Poi la cavalleria diverrà meccanizzata e il cavallo secondario in ogni attività umana, sia nobilmente civile che ignobilmente bellica.
Devonshire 1914, famiglia contadina che lotta per la sopravvivenza, padre alcolizzato, figlio legatissimo al cavallo che ha domato e che è il suo migliore amico, madre energica e concreta. Arriva la guerra e tutto viene sconvolto. Il cavallo Joey viene venduto ad un ufficiale britannico, il ragazzo Albert è distrutto dal dolore… La bellezza e l’eleganza vanno al fronte. Albert, chiamato alle armi, lo cercherà dappertutto e con ogni sforzo umanamente possibile. Salvate il cavallo Joey, verrebbe da dire, ma in realtà è il ragazzo a dover essere salvato. Il protagonista assoluto è il purosangue e nel libro è lui a raccontare in prima persona la sua storia.
War Horse è un grande affresco di avventura e buoni sentimenti in cui la guerra e la lotta di una famiglia per la sopravvivenza, sono soltanto ostacoli da superare per ottenere il ricongiungimento dell’eroe con il suo amato cavallo. Bellezza opposta alla bruttura assoluta della guerra.
Spielberg rielabora due dei temi a lui più cari: il buio della guerra e la luce dei buoni sentimenti (amicizia, solidarietà, fiducia nel prossimo) con toni favolistici e a tratti epici. Tratto dal bestseller per ragazzi di Michael Morpurgo e poi adattato in uno spettacolo teatrale di grande successo prima di diventare anche film. Joey nobilita le vite degli esseri umani che il destino mette sulla sua strada, persone innamorate della lucentezza del suo manto o della potenza dei suoi garretti. Sullo sfondo una guerra che porta via milioni di giovani nella disperazione delle trincee. Joey, l’essere innocente, sopravvive spinto dall’istinto di sopravvivenza e dal desiderio di ricongiungersi al proprio amico Albert.
Film per ragazzi e per adulti che non hanno perso, si spera, l’età dell’innocenza.

J.V.Scritto il18 dicembre 2018CategorieCinemaTagBellezza,Grande Guerra,Innocenza1 commentosu War HorseI Miserabili di Jean Valjean