Kierkegaard

Kierkegaard

“In un teatro scoppiò un incendio dietro le quinte. Un clown uscì sul palcoscenico e avvisò il pubblico. Gli spettatori pensarono che si trattasse di uno scherzo e applaudirono. Il clown ripetè l’annuncio, con sempre maggior divertimento dei presenti. E’ così, immagino, che il mondo finirà distrutto: tra l’ilarità generale dei buontemponi, convinti che sia tutto un gioco.”

Maggio 1837. Søren Aabye Kierkegaard conosce Regina Olsen. Lui ha 24 anni, lei 14. Nel 1840, dopo aver ereditato una cospicua somma dal padre, si fidanza ufficialmente. L’anno dopo, Magister in Teologia, restituisce l’anello alla ragazza. Parte per Berlino. Si annoia. Torna a Copenaghen e scrive Enten-Eller (Aut-Aut), più di mille pagine sulla Scelta. Ironia “L’ironia è l’occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l’assurdo, il vano dell’esistenza“.

Pseudonimi, nascondimento. Chi è Kierkegaard? Victor Eremita, Johannes De Silentio, Constantin Constantius, Virgilius Haufniensis, Nikolaus Notabene, Hilarius il Rilegatore, Johannes Climacus e altri. Scheggia nella carne, filosofia degna dei romanzi del sommo Dostoevskij, alta letteratura, polifonia, esaltazione di Cristo e critiche feroci contro ipocriti, fedeli della domenica, farisei. Polemiche feroci con gli odiati giornalisti “Se Cristo venisse oggi sulla terra, com’è vero che io vivo, non prenderebbe di mira i sommi sacerdoti, ecc. – ma i giornalisti… È innegabile che nel mondo esiste tanta gente meschina che vuole trionfare su tutto quello che si eleva di un solo palmo dalla mediocrità.“

Angoscia come vera libertà che scaturisce dalle infinite possibilità. “Le persone chiedono la libertà di parola come compensazione per la libertà di pensiero che raramente usano”.

Scegliere Dio è la sola salvezza “La funzione della preghiera non è influenzare Dio, ma piuttosto cambiare la natura di colui che prega”. Chi si aspetta la salvezza è un miserabile perché Dio è libertà estrema, quindi Angoscia allo stato puro. Romantik e modernità, esistenzialismo e gioco tra Estetico ed Etico, tra Seduttore e Bravo Marito. Pagine illuminanti sul Don Giovanni di Mozart. Chi scrive meglio di Søren? Pochi… molto pochi. Scrittore eccelso, filosofo brillante, dandy sofferente, mente acuta al punto da scoprire il segreto di Parmenide: il pensiero non è l’Essere ma soltanto l’Essere in cui il pensiero si dice. Hegel rovesciato, guida per noi smarriti errabondi “La grandezza non consiste nell’essere questo o quello ma nell’essere sé stessi; e questo ciascuno lo può, se lo vuole.

E so nello stesso tempo che il più grande godimento che si possa immaginare nell’amore è quello di essere amati sopra ogni cosa al mondo… Lo stato attuale del mondo e l’intera vita sono malati. Se fossi un dottore e mi fosse chiesto il mio consiglio, dovrei rispondere, “Crea silenzio”.Dove sono? Chi sono? Cosa sono venuto a fare qui? Cos’è questa cosa chiamata “mondo”? Come sono arrivato nel mondo? Perché non sono stato consultato? E se sono costretto a farne parte, dov’è il regista? Voglio vederlo… Non sai che giungerà l’ora della mezzanotte in cui ognuno dovrà smascherarsi? Credi che si possa sempre scherzare con la vita? Credi che si possa di nascosto sgattaiolar via un po’ prima della mezzanotte per sfuggirla?”

Amore al centro di tutto “Legge eterna nell’amore è che due esseri debbano sentirsi come venuti al mondo l’uno per l’altro già nel primo istante in cui hanno cominciato ad amarsi… Cos’è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos’è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos’è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos’è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos’è che lo rende molle, più molle della cera? È l’amore! Cos’è che è più vecchio di tutto? È l’amore. Cos’è che sopravvive a tutto? È l’amore. Cos’è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l’amore. Cos’è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l’amore.”

Malinconia, terrore, timore, tremore, timido amore, angoscia, possibilità… questo è Kierkegaard. Muore a soli 42 anni ma influenza tutta la filosofia del Novecento e in modo massiccio Heidegger, Jaspers, Barth, Bultmann tra gli altri.

Per Kierkegaard l’uomo vive in una irrimediabile condizione di angoscia e disperazione, una sorta di malattia mortale. Ma nell’angoscia l’uomo scopre la possibilità della libertà come propria essenza. Il suo essere è un poter essere, “il mostruoso che è accordato all’uomo è la decisione, la libertà”.

Vede lontano e critica la cieca fiducia nel progresso, scorge la disperazione, la mancanza di autentica passione. Si scaglia contro la moltitudine in nome del singolo autentico. La fede riguarda il singolo e va ben oltre la religione. La fede è un salto nel vuoto, nel baratro. “Credere significa perdere la ragione per guadagnare Dio”.

Malinconica esistenza, intelligenza vivissima, Dolore incomprensibile, spina nel cuore, impossibilità della possibilità.

In fondo un’esistenza non malinconica che esistenza è?

Epitaffio “Quel singolo”.

«In ogni campo e per ogni oggetto sono sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli quelli che sanno: la Folla è ignorante.»

J.V.

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