Guerra civile spagnola

Guerra civile spagnola

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“Tutti noi dovremmo provare vergogna” dirà negli anni cinquanta, vent’anni dopo la fine della guerra, un generale franchista. La guerra civile fu un orrore ripetuto infinite volte. Oggi, a distanza di ottant’anni dai fatti, i crimini e i deliri dei repubblicani (i rossi) e dei ribelli del 1936 (i fascisti) sono noti e ingiustificabili. Le repressioni dopo la guerra sono inqualificabili. Non vanno neppure dimenticate le responsabilità dell’estrema sinistra nello scatenamento della tragedia nel tentativo di porsi in sintonia con lo spirito del tempo.

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Prova generale della Seconda Guerra mondiale. Nel 1931 nasce la Seconda Repubblica spagnola (la prima 1873/74). Nulla si comprende senza la ricostruzione del declino spagnolo. 1824 Ayacucho, disfatta dell’ultima armata spagnola e indipendenza di Messico, Argentina, Cile. Madrid conserva soltanto Cuba e Filippine. Década ominosa, decennio disonorevole, tra il 1824 e il ‘33, anno di morte del pessimo Ferdinando VII. Crisi di successione. Tre guerre civili “Carliste”, tra liberali accentratori fedeli a Isabella e carlisti difensori delle autonomie locali di Catalogna, Navarra e Paese basco. I requetés navarresi del 1936 eredi del carlismo. Masse contadine orientate verso l’anarchismo, squilibrio tra movimento marxista e anarchico. UGT marxista fondata nel 1888 con 211.000 aderenti nel 1921. CNT anarchica nel 1919 con 714.000 membri. Partiti politici secondari rispetto ai movimenti sindacali. Cedimenti anarchici verso il terrorismo con la Mano Nera. Tratti religiosi dell’anarchismo popolare, schierato violentemente contro preti e potenti. Idealismo messianico contadino scaturito dal risentimento verso gli uomini di Chiesa accusati di tradimento. Perdita di Cuba e delle Filippine nel 1898 ad opera degli Stati Uniti. Sogno della rigenerazione spagnola. Neutralità vantaggiosa nella prima guerra mondiale. Pronunciamiento di Primo de Rivera il 13 settembre 1923 a Barcellona. Sospensione della Costituzione e dittatura morbida. Buoni rapporti col Vaticano, collaborazione con i socialisti di Largo Caballero. Poi, a causa della riforma dell’esercito (drastica riduzione degli ufficiali), dei dissapori coi catalani e con gli intellettuali come Miguel de Unamuno, il dittatore esce di scena. Governi Berenguer e Aznar, elezioni del 14 aprile 1931. Alfonso XIII se ne va. Nasce la Seconda Repubblica Spagnola, con Niceto Alcalá-Zamora y Torres, presidente, che alle prime elezioni generali di quell’anno vede la netta vittoria di un fronte formato da repubblicani e socialisti. Seconda Repubblica nata male in odore di colpo di stato sotto la pressione della folla madrilena. Ordine costituzionale sovvertito. Una semplice consultazione municipale provoca la formazione di liste che prendono posizione a favore di monarchia o repubblica. Di fatto l’esercito non è più un blocco monarchico, gli intellettuali sono favorevoli alla repubblica, il re non vuole un bagno di sangue e abbandona il paese senza abdicare… non si sa mai! Pio XI riconosce la Repubblica. I comunisti, ostaggi della teoria staliniana del social-fascismo, contrastano sin dall’inizio la neonata repubblica e la Pasionaria auspica la formazione di Consigli operai, contadini e soldati. Soprattutto sono ostili FAI e CNT. Il 9 dicembre 1931 viene promulgata la Costituzione, “Spagna Stato unitario compatibile con l’autonomia delle municipalità e delle regioni”. Attenzione ai diritti civili ma scarso appoggio ai contadini. 90 famiglie detengono la stragrande maggioranza delle terre, generalmente mal utilizzate. Il solito squilibrio. Ordine costituzionale tradito più volte a partire dallo stesso governo. Libertà di stampa limitata, esercito ribelle. 10 agosto 1932, fallito golpe militare con il sollevamento della piazza di Siviglia, guidato dal generale José Sanjurjo. La disfatta del generale Sanjurjo illude la repubblica e la persuade che un colpo di stato militare sia destinato comunque a fallire. Elezioni generali del novembre 1933. Per la prima volta votano le donne spagnole. Astensionismo anarchico. Vittoria della coalizione di centro-destra, dai radicali di Lerroux ai conservatori cattolici della Confederación Española de Derechas Autónomas (CEDA). Tra ottobre ‘33 e marzo ‘34 viene fondata la Falange da José Antonio Primo de Rivera, figlio del dittatore. “La Falange spagnola crede irrevocabilmente nella Spagna. La Spagna non è un territorio. Né un aggregato di uomini e donne. La Spagna è anzitutto un’unità di destino. Una realtà storica. Un’entità vera in sé stessa, che ha saputo compiere, e dovrà compiere ancora, missioni universali… Da ultimo lo stato liberale venne ad offrirci la schiavitù economica, col dire agli operai con tragico sarcasmo: Siete liberi di lavorare come volete, nessuno può imporvi di accettare questo o quelle condizioni, ma perché noi siamo ricchi, vi offriamo le condizioni che crediamo; voi cittadini liberi, se non le volete, non siete obbligati ad accettarle; però voi, cittadini poveri, se non accettate le condizioni che noi imponiamo, morirete di fame, armati della massima dignità liberale. Così, nei paesi ove si è giunti ad avere i più brillanti parlamenti e le più accurate istituzioni democratiche, non avete che da allontanarvi di qualche centinaio di metri dai quartieri lussuosi, per trovarvi fra tuguri infetti, ove vivono affastellati gli operai e le loro famiglie, in un ambiente disumano… Da tutto ciò doveva nascere, e fu giusta cosa la sua nascita (noi non mascheriamo alcuna verità), il socialismo. Gli operai dovettero difendersi contro quel sistema che offriva solo promesse di diritti, ma non si curava di procurar loro una vita giusta. Ora il socialismo fu una legittima reazione alla schiavitù liberale, ha finito con lo sviarsi, perché s’è diretto prima all’interpretazione materialista della vita e della storia, poi ad un sentimento di rappresaglia e infine alle proclamazioni del dogma della lotta di classe… Il fascismo è un’inquietudine europea. È una maniera nuova di concepire tutto – la storia, lo Stato, l’accesso del proletariato alla vita pubblica; una maniera nuova di concepire i fenomeni della nostra epoca e di interpretarli. Il fascismo ha già trionfato in vari paesi, e in alcuni, come in Germania, con i mezzi democratici più irreprensibili”.

Contro il nuovo governo, l’8 dicembre 1933 scoppiano in tutta la Spagna insurrezioni anarchiche, scioperi particolarmente violenti, assalti alle caserme della Guardia Civil, deragliamenti di treni. L’insurrezione riesce a Saragozza, dove l’esercito impiega quattro giorni per avere ragione degli insorti, a Madrid e Barcellona. Dal gennaio 1934, il nuovo governo inizia a sospendere parte delle riforme avviate nei due anni precedenti, in particolare la riforma agraria. Rivoluzione delle Asturie dell’ottobre 1934, porta alla proclamazione della “Repubblica Socialista Asturiana”. Repressione violenta organizzata dal generale López Ochoa e dalla legione spagnola, comandata dal tenente colonnello Juan Yagüe, sotto la direzione del ministro della Guerra Diego Hidalgo. Ouverture della guerra civile. Lluís Companys, Largo Caballero e Indalecio Prieto commettono gravissimi errori considerando valida l’equazione semplicistica “fronte antimarxista uguale fronte fascista”. Non comprendono nulla della logica parlamentare. I “tre grandi”, i generali Mola, Goded e Franco nutrono la speranza che la Repubblica abbia un atteggiamento più benevolo nei confronti dell’esercito. Il 1934 segna la recrudescenza dell’agitazione nazionalista con la proclamazione dello Stato Catalano e l’avvicinamento tra socialisti e nazionalisti baschi. Tentazioni di abbandono del vascello spagnolo. Dal canto suo il governo manca di visione politica lungimirante. I latifondisti così rispondono ai contadini affamati “Mangiate la Repubblica!” Così rivoluzione d’ottobre ‘34. La CEDA di Gil Robles ne approfitta. Il Blocco nazionale di Calvo Sotelo vuole distruggere lo Stato costituzionale con la forza. Repressione violenta nelle Asturie, minatori sconfitti, Prieto riconosce i propri errori. Perché la destra dovrebbe rispettare una Costituzione che la sinistra non rispetta? Cresce l’odio reciproco. Azana vuole governare con la ragione ma non realizza la riforma agraria. Fine delle illusioni e corsa verso l’abisso. Alla fine del ‘35, Alcalá Zamora scioglie le Cortes una seconda volta anziché chiamare Gil Robles a formare il governo. Un suo diritto ma un grave errore. Elezioni fissate per il 16 febbraio 1936. Inizia così la corsa alla guerra civile come ha ben scritto Raymond Carr “Già, in questa Spagna divisa, gli atteggiamenti che precipiteranno la Spagna nella guerra civile sono evidenti”

José Antonio Primo de Rivera e Calvo Sotelo vogliono farla finita con lo Stato costituzionale. Appello alla violenza dall’estrema destra e dall’estrema sinistra. “In caso di vittoria delle destre alle elezioni, noi dovremo necessariamente passare alla guerra civile dichiarata” (Largo Caballero).Pamplona, capoluogo della Navarra carlista, è la base operativa del generale di brigata Emilio Mola, comandante della locale guarnigione. El Director unifica le componenti golpiste. La festa di San Fermín, celebre corsa di tori per le vie della città, dal 7 al 14 luglio, è la copertura della cospirazione o Alzamiento nacional. Capisaldi dell’operazione i Requetés, cioè la milizia carlista, all’estremo nord e, all’estremo sud, i territori del Marocco spagnolo, dove di trova il Tercio de los Extranjeros, oltre alle truppe Regulares, a capo delle quali è il generale Francisco Franco, Governatore militare delle Canarie e già capo di Stato maggiore generale. Il 12 luglio 1936 viene sequestrato e ucciso José Calvo Sotelo come ritorsione per l’omicidio dell’ufficiale di polizia socialista José Castillo, a sua volta assassino del marchese di Heredia, cugino di José Primo de Rivera. I ribelli insorgono sfruttando l’episodio ma la decisione era matura da tempo. Siviglia, Pamplona, La Coruña, Cadice, Jerez de la Frontera, Cordova, Saragozza e Oviedo cadono sotto il controllo degli insorti. Barcellona e Madrid, grazie alla mobilitazione popolare, restano in mano alla Repubblica. Il colpo di stato è ormai guerra civile conclamata.

I capi della sollevazione armata sono quatro generales: Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo de Llano e José Enrique Varela. Il navarrese e carlista generale José Sanjurjo muore il 20 luglio 1936 in un incidente aereo assai sospetto.Francisco Franco prende la guida delle forze nazionaliste del sud della Spagna, Emilio Mola di quelle del nord. Dopo la morte di Mola nel 1937, sempre grazie ad un assai sospetto incidente aereo, Francisco Franco resta il comandante indiscusso di tutti i nazionalisti, dai fascisti della Falange, ai carlisti, dai monarchici legittimisti ai nazionalisti. La Chiesa, i latifondisti e l’alta borghesia ovviamente si schierano col Caudillo.

I repubblicani contano sulle masse operaie urbane, sui contadini, su una parte del ceto medio istruito anti-cattolico, massoneria e numerosi intellettuali. Un fronte assai composito, litigioso, indisciplinato, spontaneista e disorganizzato. Odio generato dalla tremenda situazione di povertà, radicalizzazione della lotta, uccisioni di religiosi, saccheggi e devastazioni in chiese e conventi. Circa settemila religiosi uccisi da anarchici e comunisti; i cattolici nazionalisti baschi schierati con la Repubblica verranno poi perseguitati da Franco. Barbarie e orribile violenza. Così scrive nel suo memorandum del 7 gennaio 1937 Manuel de Irujo, ministro cattolico del governo repubblicano “La situazione de facto della Chiesa a partire dallo scorso luglio in tutto il territorio leale al governo, eccetto quello basco, è la seguente:tutti gli altari, immagini e oggetti di culto salvo pochissime eccezioni, sono stati distrutti, la maggior parte di essi con vilipendio. Tutte le chiese sono state chiuse al culto, che è stato totalmente e assolutamente sospeso. Gran parte delle chiese della Catalogna è stata incendiata, come se si trattasse di cosa del tutto normale. Le istituzioni e gli organismi ufficiali hanno ricevuto campane, calici, cibori, candelabri e altri oggetti di culto e dalla loro fusione è stato ricavato materiale destinato a scopi bellici o industriali. Nelle chiese sono stati installati depositi di ogni tipo, negozi, garage, stalle, caserme, rifugi, ecc. Tutti i conventi sono stati evacuati e la vita religiosa al loro interno è stata sospesa. Gli edifici, gli oggetti di culto e i beni sono stati saccheggiati, incendiati, occupati o demoliti. I sacerdoti e i religiosi sono stati arrestati, imprigionati e fucilati, migliaia di loro senza causa istruttoria, fatti che, anche se in diminuzione, continuano a verificarsi tuttora non solo presso la popolazione rurale, dove è stata data loro la caccia e sono stati messi a morte in modo selvaggio, ma anche nelle città. A Madrid, Barcellona e nelle altre grandi città sono centinaia gli arresti senza altra causa conosciuta che il fatto di essere sacerdoti o religiosi. È stato fatto divieto assoluto di tenere in privato immagini e oggetti di culto. La polizia, che pratica perquisizioni nelle case, rovistando nelle abitazioni e nella vita intima, personale e familiare, distrugge con scherno e violenza immagini, stampe, libri religiosi e quanto si collega al culto o lo evoca.“Pio XI il 19 marzo 1937 nell’enciclica Divini Redemptoris denuncia l’influsso del comunismo negli eventi spagnoli, attribuendogli la responsabilità di aver eseguito una spaventevole distruzione “con un odio, una barbarie e una efferatezza che non si sarebbe creduta possibile nel nostro secolo”. Nel maggio ‘38 la Santa Sede riconosce ufficialmente il governo franchista.Il fronte repubblicano è sconvolto da faide interne e dalla volontà dei servizi segreti sovietici spalleggiati dagli stalinisti spagnoli del PCE e del PSCUC e dell’UGT di eliminare anarcosindacalisti, CNT e POUM. Calunnie propalate ad arte, arresti, assassinii. Tutto ciò spiana la strada ai falangisti, aiutati da Mussolini e Hitler.La Germania nazista approfitta della guerra per saggiare la propria forza e prepararsi ad un imminente conflitto con le potenze vincitrici di Versailles. Francia e Inghilterra sono ufficialmente neutrali. La Repubblica riceve aiuti dalle Brigate Internazionali, formate da circa 40.000 volontari provenienti da 55 nazioni. Tra loro troviamo anche George Orwell ed Ernest Hemingway. Tra gli italiani, organizzati nella Brigata Garibaldi, Pietro Nenni, Giuseppe Di Vittorio, Randolfo Pacciardi. Carlo Rosselli partecipa con la Brigata Giustizia e Libertà. Sul ruolo di Palmiro Togliatti oggi emergono imbarazzanti verità per ciò che riguarda l’eliminazione degli anarchici voluta da Stalin.Il 5 agosto le truppe marocchine spagnole passano lo stretto di Gibilterra con la copertura dell’aviazione italiana.

Il 14 agosto Le forze nazionaliste guidate dal colonnello Juan Yagüe prendono Badajoz dopo una battaglia durata 28 giorni. Le due parti del territorio in mano ai nazionalisti sono così unificate. Dopo la resa della città i franchisti commettono uno dei più gravi eccidi della guerra noto come il Macello di Badajoz. Il 19 agosto viene assassinato da militanti della CEDA il poeta Federico García Lorca.

Il 27 settembre Toledo in mano ai rivoltosi, dove una guarnigione nazionalista comandata dal colonnello Moscardó, aveva tenuto il fortino dell’Alcázar nel centro della città fin dall’inizio della ribellione. I Repubblicani gli uccidono inutilmente il figlio nel tentativo di farlo arrendere. Due giorni dopo, Franco proclamato Generalísimo e il 3 ottobre capo provvisorio dello Stato. La causa nazionalista ormai unifica falangisti, fascisti e carlisti. Il governo repubblicano si trasferisce a Valencia. L’8 novembre inizia la battaglia di Madrid. Dieci giorni dopo muore in circostanze poco chiare il leader anarchico Buenaventura Durruti. Il 20 novembre ad Alicante viene ucciso in carcere José Antonio Primo de Rivera. Logica del terrore da ambo le parti. Fronte stabilizzato vicino a Madrid. No Pasaran. Il 26 aprile del ‘37 bombardamento di Guernica da parte della Legione Condor tedesca. Due giorni dopo Franco entra nella città devastata. Ai primi di maggio insurrezione anarchica a Barcellona. Si scontrano il POUM (partito comunista antistalinista) e la CNT (sindacato anarchico) da una parte, contro il PSUC (partito comunista catalano) e Guardia de Asalto (polizia) dall’altra, in seguito ai decreti governativi che imponevano lo scioglimento delle milizie non regolari e alla presa con la forza della Telefónica (sede del servizio telefonico di Barcellona già sotto controllo operaio dei lavoratori stessi di telefonia pubblica) da parte delle forze governative. Numerosi esponenti di spicco del POUM e anarchici vengono arrestati e uccisi. Tra loro l’italiano Camillo Berneri. George Orwell, miliziano del POUM, riesce a mettersi in salvo. Dimissioni del governo Caballero. Juan Negrin primo ministro appoggiato anche dalla CNT. In ottobre i franchisti controllano tutto il nord. Il 21 giugno agenti sovietici assassinano il capo del POUM, Andreu Nin.

Tra la fine del ‘37 e febbraio ‘38 battaglia di Teruel. A gennaio l’aviazione italiana inizia bombardamenti sistematici di Barcellona e di altre città della Catalogna. Ad aprile la Catalogna è ormai isolata. Ultima resistenza repubblicana sull’Ebro piegata a novembre. Il 26 gennaio ‘39 i franchisti occupano Barcellona. I combattenti dell’esercito popolare e delle brigate internazionali passano la frontiera francese: saranno rinchiusi in campi di concentramento.

A febbraio Francia e Spagna riconoscono il governo di Franco. Il 29 marzo le truppe nazionaliste entrano a Madrid. Fine della Repubblica e inizio della dittatura. Durissima repressione franchista, processi sommari, emigrazione di massa verso la Francia. Spagna neutrale nella seconda guerra mondiale. Franco dittatore sino a metà degli anni settanta. Un Fascismo incompiuto si trasforma in nazional-cattolicesimo. Spesso la letteratura ci aiuta a comprendere la tragedia. Per me sono stati utili e illuminanti Georges Bernanos, “Grandi Cimiteri sotto la luna”, André Malraux “La speranza”, Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”, George Orwell, “Omaggio alla Catalogna” per citare i più famosi. Segnalo poi gli importanti saggi storici di Thomas Hugh, Raymond Carr e, soprattutto, Bartolomé Bennassar. Può essere d’aiuto anche qualche film: Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro L’assedio dell’Alcazar di Augusto Genina Per chi suona la campana di Sam Wood Terra e libertà di Ken Loach La sombra de la ley di Daniel De La Torre La guerra civile spagnola, purtroppo assai trascurata dalla manualistica scolastica, è la prova generale dell’orrore 1939/45. La campana suonerà per tutti. Uno studio attento di quegli avvenimenti sgombra il campo da facili mitizzazioni di opposto segno politico, dimostra cos’è il fascismo, denuncia il comportamento scellerato degli stalinisti e fa piazza pulita delle utopie dissennate della sinistra libertaria e della confusione tra sogni e realtà. Come scrive Bennassar “La Storia non sa che farsene del politicamente corretto!”

J.V.

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