Dopo la fine dell’emergenza

Dopo la fine dell’emergenza

Appunti per quando finirà l’emergenza. Tenere a mente:

1- non aggredire più i medici e gli infermieri. Il miglior ringraziamento in futuro sarà nutrire stima e rispetto per chi oggi sta combattendo duramente per la salute collettiva.

2- non aggredire più i docenti e lasciarli lavorare per il benessere dei nostri figli.

3- alcuni giornalisti diventeranno più seri e rinunceranno alle gogne mediatiche. Inoltre tenteranno di raccontare meno balle e lasceranno spazio ai loro colleghi più onesti intellettualmente e con la schiena dritta

4- i dirigenti politici della destra smetteranno di creare nemici immaginari per eccitare le masse.

5- i dirigenti politici della sinistra smetteranno di vedere fascisti dappertutto per giustificare gli errori commessi. Dire che tutto è fascismo equivale a dire che il fascismo non esiste. Il fascismo storico fu terribile e portò il paese allo sfascio totale. Se poi vogliamo parlare di fascismo antropologico… parliamone.

6- smetterla col giustizialismo e tornare veramente a rispettare la Costituzione. Un tempo la sinistra era garantista come lo erano i grandi liberali di destra. Cosa è successo?

7- imparare che esiste una forte discrasia tra l’apparenza e la realtà e quindi tentare di capire e smettere di giudicare.

8- Dedicare più tempo alle cose importanti come scienza, musica, arte, storia, filosofia, letteratura e guardare meno la televisione.

9- Ringraziare tutti coloro che lavorano in silenzio e con passione, che magari subiscono torti ma non arretrano di un passo e cercano di migliorare la realtà nella quale vivono.Sono punti da rispettare necessariamente per una migliore convivenza civile ma so bene che tutto ciò purtroppo non accadrà. Pazienza. Però mi piacerebbe.

“Guai al popolo che per la speranza di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un potere magico e di un’onnipotenza miracolosa. Di sacro non c’è altro che il diritto naturale della persona umana.” (Karl Jaspers)

J.V.