Cuore di tenebra (Heart of Darkness – Il cuore dell’oscurità)

Caso più unico che raro, Conrad diviene un grande romanziere scrivendo in una lingua non sua, appresa verso i vent’anni. Il suo tema fondamentale è la solitudine dell’individuo, in balìa dei ciechi colpi del destino di cui il mare è spesso eletto a simbolo. L’eroe solitario o antieroe di Joseph Conrad è quasi sempre un fuggiasco o un reietto, sfregiato dalla sventura o dal rimorso, consanguineo dell’angelo caduto romantico, che conquista la sua identità affrontando con stoicismo le terribili prove che il destino gli ha riservato.

Cuore di tenebra (Heart of Darkness – Il cuore dell’oscurità) è un racconto di Joseph Conrad. Fu pubblicato dapprima in tre puntate, sui numeri di febbraio,marzo e aprile 1899, Vol. 165, del Blackwood’s Magazine e nel 1902 in volume, nella raccolta Gioventù e altri due racconti (Youth, a Narrative and Two Other Stories).
Dura critica al colonialismo europeo ma essenzialmente analisi dei meccanismi dell’orrore, del cuore oscuro di Londra e dell’Occidente in genere. Esiste poi un livello più complesso di lettura giocato sul protagonista Kurtz (come in Apocalypse Now di cui parleremo domani) che viene descritto come un uomo intelligente e dotato, mosso all’inizio da ideali sinceri, ma che non è in grado di resistere alla tentazione di un potere assoluto che gli indigeni gli hanno attribuito proprio in ragione delle sue indubbie capacità personali. Per Conrad è il desiderio di onnipotenza la vera “prova ordalica” dell’uomo occidentale, il suo “cuore di tenebra” che lo spinge a giudicarsi con “orrore”. Kurtz è la prova che l’uomo occidentale moderno diviene un mostro quando nessuna regola o convenzione esterna limita la sua libertà; l’uomo occidentale “moralizzato e giuridicizzato” è probabilmente un tiranno ipocrita, libero di essere dio diviene qualcosa di spaventoso: un demone distruttore capace di trascinare sé stesso e gli altri nell’insensata e vuota metafisica del “voler dominare tutto”. La folle idea di sostituirci a Dio ci rende demoni e non basta l’anestesia ipocrita del politicamente corretto… un senso di inquietudine ci assale: siamo tutti dei potenziali Kurtz?
« […] attraverso il potere della parola scritta, di farvi ascoltare, di farvi sentire… ma prima di tutto di farvi vedere. Questo è tutto, e nulla più. Se ci riuscirò, troverete qui, secondo i vostri desideri: incoraggiamento, consolazione, paura, fascino – tutto quello che domandate – e, forse, anche quello scorcio di verità che avete dimenticato di chiedere. »

J.V.