Comicità

Comicità 


“Origine del comico. Quando si considera che per varie centinaia di migliaia di anni l’uomo fu un animale in sommo grado accessibile alla paura, e che ogni fatto improvviso e inaspettato gli imponeva di tenersi pronto a lottare e magari a morire; anzi che anche più tardi, nei rapporti sociali, ogni sicurezza fu basata su ciò che era scontato e tradizionale nel modo di pensare e di agire, non ci si può meravigliare del fatto che, per ogni parola e atto repentini e inattesi, quando sopraggiungano senza pericolo o danno, l’uomo prenda baldanza, trapassi nel contrario della paura: l’essere raggomitolato su se stesso e tremante di paura si rialza, si distende – l’uomo ride. Questo passaggio da momentanea paura a baldanza di breve durata si chiama il comico. Per contro nel fenomeno del tragico l’uomo trapassa rapidamente da una grande e durevole baldanza a una grande angoscia; dato però che fra i mortali la grande e durevole baldanza è molto più rara delle occasioni di angoscia, nel mondo c’è molto più comico che tragico; si ride molto più spesso che non si sia sconvolti.”(Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878)


La comicità è assai complicata, esige ritmo e tempo, arte retorica e conoscenza profonda delle tecniche di recitazione. Un testo drammatico recitato da un attore scadente può reggere comunque, un testo comico crolla miseramente.  Attraverso la comicità l’uomo affronta la morte, combatte la dittatura, prende coscienza della propria fragile ma titanica condizione. Ovviamente parlo di comicità volontaria. Purtroppo conosciamo molti comici involontari che ammorbano la nostra esistenza. La comicità autentica implica serietà, una profonda serietà. Pensiamo al Principe Totò. Potenzialmente nulla si sottrae al comico. Nessuno può spiegare la comicità. O ridi o non ridi. In genere è un buon test per scoprire gli idioti saccenti. I grandi attori comici sono benefattori dell’umanità. In Italia ne abbiamo avuti di grandissimi, da Totò a Walter Chiari, De Filippo, Sordi, Tognazzi… e molti altri. Non nutro simpatia per Benigni e Dario Fo perché… non mi fanno ridere. Credo che la loro fortuna sia legata più alla militanza politica che ad autentico talento. Totò avrebbe meritato il Nobel ma…Poi amo in modo particolare Groucho Marx, Chaplin, la strana coppia Lemmon/ Matthau, i Monty Python, Peter Sellers…Cito en passant tre grandi film comici immortali:A qualcuno piace caldo/Uno sparo nel buio/Un pesce di nome Wanda.Film di difficilissima costruzione. Far piangere non è complicato, far ridere volontariamente sì.


“Attraverso la comicità vediamo l’irrazionale in ciò che ci sembra razionale; il folle in ciò che ci sembra sensato; l’insignificante in ciò che sembra pieno di importanza. Essa ci aiuta anche a sopravvivere preservando il nostro equilibrio mentale. Grazie all’umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita. Esso attiva il nostro senso delle proporzioni e ci insegna che in un eccesso di serietà si annida sempre l’assurdo.”(Charlie Chaplin, La mia autobiografia, 1964)


In memoria di un uomo buono che ha contribuito a rendere migliore la nostra vita… Luigi Proietti, Mandrake…


J.V.