C’era una volta in America

C’era una volta in America (Once Upon a Time in America) è un film del 1984 diretto da Sergio Leone. Narra le drammatiche vicissitudini del criminale David “Noodles” Aaronson e dei suoi amici nel loro progressivo passaggio dal ghetto ebraico all’ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post-proibizionismo.

– Robert De Niro: David “Noodles” Aaronson

– James Woods: Maximilian “Max” Bercovicz

– Elizabeth McGovern: Deborah Gelly

– Joe Pesci: Frankie Monaldi

– Burt Young: Joe

– Tuesday Weld: Carol

– Treat Williams: James Conway O’Donnell

– Danny Aiello: Vincent Aiello

– Richard Bright: Chicken Joe

– James Hayden: Patrick “Patsy” Goldberg

– William Forsythe: Philip “Cockeye” Stein

– Darlanne Fluegel: Eve

– Larry Rapp: “Fat” Moe Gelly

– Richard Foronjy: ag. Whitey

– Robert Harper: Sharkey

– Dutch Miller: Van Linden

– Gerard Murphy: Crownin

Uno dei capolavori più bistrattati della storia del cinema. Film sulla nostalgia di un mondo che non esiste più. Leone chiude così la sua trilogia del tempo. C’era una volta il mio cinema più che C’era una volta in America, un cinema proustiano dove conta la memoria che torna ciclicamente. La scelta imbecille dei produttori fu la sequenza temporale diacronica con taglio di 26 minuti. Oggi finalmente si rende giustizia a Leone e il film si può vedere nel suo montaggio originale e integralmente. Sgomento, dolore, nostalgia, non senso esistenziale, amori traditi, amicizia distrutta, violenza criminale e violenza politica, ambiguità dei sindacati americani… la storia politica e sociale degli Stati Uniti dagli anni venti ai sessanta. Se qualcuno avesse ancora tentazioni proibizioniste… Il proibizionismo rende ricchi e contenti i criminali e distrugge le vite delle persone perbene.

Ispirato all’autobiografia “Mano armata” di David Aaronson pubblicata da Longanesi nel 1966, il film offre a Leone la possibilità di esprimere la propria visione del mondo, la sua concezione dell’amicizia e dell’amore ma, soprattutto, come ho già detto, la ricerca del tempo perduto. Il tutto scandito dalla musica di Ennio Morricone. Grazie Sergio… Sei andato via troppo presto

– Come in un gioco di scatole cinesi, diventa un sogno di sogni. La vicenda rievocata da Noodles si svolge in una dimensione incerta tra realtà e sogno, la stessa struttura narrativa originaria – in cui si scontrano di continuo diverse dimensioni e percezioni del tempo non autorizza a distinguere se la vicenda è frutto dei fumi dell’oppio o di ricordi reali del protagonista. Anche (e soprattutto) in questo caso la memoria del singolo tende a dissolversi in quella di un intero paese. (Gian Piero Brunetta)

– Fat Moe: Che hai fatto in tutti questi anni?
– Noodles: Sono andato a letto presto.

J.V.