Brevi note sull’indecisione… sin troppo lunghe.

Brevi note sull’indecisione… sin troppo lunghe.


“L’indecisione, l’ansietà sono per lo spirito e per l’anima quello che la tortura è per il corpo.” (Nicolas de Chamfort)


Confesso immediatamente: nutro forte avversione nei confronti degli indecisi, mi irritano e non riesco a stimarli in nessun modo. Non parlo del sacrosanto ed utile esercizio del dubbio ma dell’indecisione cronica foriera di sciagure. Ne ho conosciuti molti e generalmente sono pessimi elementi, vigliacchi ed ambigui, invidiosi e gelosi, meschini ed incapaci. L’indeciso spera che qualcuno decida per lui e poi è subito pronto a criticare. L’indeciso è spesso un fannullone pronto a scaricare le colpe del proprio vile comportamento su altri. Lo aveva compreso bene Hannah Arendt “La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive.”

La zona grigia, la banalità del male è affollata da indecisi, soggetti ipercritici che spaccano il capello in quattro per nascondere la loro mancanza di coraggio. Spesso non esistono scelte giuste in assoluto ma occorre scegliere e non schierarsi è la cosa peggiore. Tutti noi sappiamo benissimo cosa è bene e cosa è male quindi la mancanza di decisione è criminale. Rinviando continuamente le decisioni si apre la strada al Male. La nostra esistenza è una ragnatela di occasioni che esigono una scelta, aut-aut e non possiamo non scegliere pena la totale infelicità. L’indecisione è logorante per sé e per gli altri. Se è giusto avere dubbi è terribile non decidere. Gli indecisi non sanno amare e sostanzialmente non amano neppure se stessi, sono talmente vigliacchi da contrabbandare la propria ignavia per equilibrio e saggezza. In realtà sono furfanti che non prendono posizione contro i malvagi, non hanno un briciolo di coraggio, fuggono ogni responsabilità. L’esitazione esasperata favorisce il disastro. Nulla è più squallido della mancata assunzione di responsabilità e nell’ultimo anno, funestato dalla pandemia, ho visto all’opera autentici campioni di vigliacca indecisione rifugiarsi dietro paraventi puzzolenti pur di non assumersi la minima responsabilità. Ho visto alcuni “esperti” incompetenti, vigliacchi, eternamente indecisi ed incapaci. Ho visto alcuni medici ripararsi dietro colpevoli indecisioni mentre i loro colleghi morivano in ospedale. Ho visto dirigenti che non dirigono e si nascondono, non decidono, non si assumono responsabilità. Potrei continuare…Aggiungo che l’indecisione è  contagiosa, si trasmette velocemente, crea abitudine e dipendenza. Un uomo serio prende decisioni rapidamente e muta opinione di rado e con cautela. L’indeciso è invece lentissimo nella scelta e cambia repentinamente opinione creando disagio e affanno agli altri. Non provo alcuna compassione per gli ignavi e gli indecisi. Credo siano i peggiori elementi e comunque persone da cui guardarsi. Grazie a loro i prepotenti, i demagoghi e i dittatori possono trionfare. Grazie al cinismo ipocrita degli eterni indecisi trionfa il Male. Un asino infatti li rappresenta tutti. 
Come sempre per me vale ciò che scrive il grande fiorentino 
“… Maestro, che è quel ch’i’ odo? e che gent’è che par nel duol sì vinta?». Ed elli a me: «Questo misero modo tengon l’anime triste di coloro che visser sanza infamia e sanza lodo. Mischiate sono a quel cattivo coro delli angeli che non furon ribelli né fur fedeli a Dio, ma per sé foro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli». E io: «Maestro, che è tanto greve a lor che lamentar li fa sì forte?». Rispuose: «Dicerolti molto breve. Questi non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte. Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”


Ecco, ho speso sin troppe parole per questi sciagurati.


J.V.