Brevi note su morale e moralismo

Brevi note su morale e moralismo

Hannah Arendt


“Se dovessi scrivere un libro di morale, vorrei fosse di cento pagine. Novantanove di esse dovrebbero essere bianche. Sull’ultima pagina poi scriverei: conosco solo una legge, quella dell’amore.” (Albert Camus)


Camus, come sempre, esprime in modo sublime ciò che penso della Morale.Spesso etica e morale sono usati come sinonimi ma questo non va sempre bene. Morale si riferisce a norme e valori di un individuo o di un gruppo, mentre Etica consiste nella speculazione teoretica su queste norme e valori tentando una spiegazione razionale. Diffido di entrambe e so per esperienza e studi che chi parla continuamente di morale e/o etica in genere è un farabutto. Chi vive un’autentica vita morale in genere parla poco di valori morali, agisce bene, dice non tutto ciò che pensa ma pensa tutto ciò che dice e, soprattutto, fa ciò che dice. Un uomo morale fa quello che deve anche rischiando personalmente. Punto. E vediamo di non menare troppo il torrone. Tutti sappiamo benissimo ciò che dobbiamo fare, senza troppi discorsi. Chi usa continuamente le parole “morale, etica, onestà, correttezza, indignazione” in genere è un pessimo elemento, ipocrita e furbastro. Non devo dire altro perché gli esempi molteplici sono sotto i nostri occhi. I vecchi partigiani che ho conosciuto da giovane non parlavano quasi mai di morale mentre molti vigliacchi che cambiarono casacca dopo il 25 aprile si riempivano la bocca di “moralità e indignazione“. Nulla di nuovo sotto il sole. Claudio Costantini, Francesco Cataluccio, Andrea Gallo erano uomini “morali” e sono stati un esempio di buon comportamento per molti della mia generazione ma da nessuno di loro ho mai ascoltato gli sproloqui “morali” che ascolto oggi da giovinastri senza dignità. Tutti e tre amavano gli altri e si COMPORTAVANO di conseguenza, quasi sempre in silenzio. Davano l’esempio ed insegnavano a vivere. Tutto qui. Se nutrivo dubbi su qualcosa parlavo con loro e sapevo che ciò che dicevano era giusto senza tante menate. Erano persone sagge, che avevano studiato e sofferto e che comprendevano il vero significato morale dell’esistenza e proprio per questo non si permettevano di impartire lezioncine di morale a nessuno. Sapevano che la compassione è la base della autentica moralità. Occorre fare ciò che è giusto e tutti sappiamo ciò che è giusto. Il resto sono cazzate, discorsi inutili, farneticazioni da idioti. Un uomo senza etica è una bestia selvaggia. Cosa occorre per capirlo? La nostra sensibilità e la nostra coscienza sono sufficienti. Sarebbe sufficiente la lettura di Nietzsche per togliersi un po’ di ragnatele dalla testa. Si impara di più sulla morale leggendo Camus che da tonnellate di noiosi trattati. O l’immenso Dickens “In una parola, ero troppo codardo per fare quello che sapevo essere giusto, così come ero stato troppo codardo per evitare di fare quello che sapevo sbagliato.” O come scrive Agostino “Giusto è giusto, anche se nessuno lo sta facendo; sbagliato è sbagliato, anche se tutti lo stanno facendo.”

Non servono prediche morali o ferree regole senza eccezioni. Tutti sappiamo distinguere Bene e Male. Il problema vero, il nocciolo duro della questione consiste nella nostra scelta. Sappiamo benissimo che un sistema morale valido per tutti è fondamentalmente immorale. Per me vale sempre la massima di Nicolas de Chamfort “Godi e fa’ godere, senza far male a te stesso o a qualche altro: ecco qui, credo, tutta quanta la morale.”

Ripeto: la miglior morale esiste quando non senti pronunciare la parola, altrimenti è un inganno. Come l’estetica non insegna a produrre opere d’arte, l’etica non aiuta ad acquisire virtù. Esiste un criterio guida: sentirsi bene dopo aver aver compiuto una determinata azione. Tutto qui. Non è difficile. Sappiamo dove ci hanno condotto gli imperativi morali del povero Immanuel. Vediamo di prenderla più bassa. La morale è questione squisitamente umana e quindi abbastanza turpe e fangosa. Vi è ben poco di divino. Non può poggiarsi sul divino o sull’autorità. Deve poggiare sulla nostra coscienza. Non aiuta neppure la religione… anzi è la religione, quando fiuta il pericolo, ad aggrapparsi alla morale con conseguenze devastanti. Lo scrive benissimo Albert Einstein “La condotta etica dell’uomo deve basarsi effettivamente sulla compassione, l’educazione e i legami sociali, senza ricorrere ad alcun principio religioso. Gli uomini sarebbero da compiangere se dovessero essere frenati dal timore di un castigo o dalla speranza di una ricompensa dopo la morte… La moralità non è un sistema determinato e rigido… È un compito mai concluso, un qualche cosa che è sempre presente a guidare il nostro discernimento e a ispirare la nostra condotta.”

Machiavelli

La realtà è che gli uomini davvero morali sono una minoranza ed essi conoscono bene la differenza tra morale e politica, non le mischiano, non fanno confusione. Mescolarle significa rinunciare alla politica in favore dello stato di guerra. In politica non esiste, tranne rarissime e catastrofiche eccezioni, superiorità morale. Significherebbe non riconoscere l’altro come soggetto politico. Per non parlare delle pericolosissime implicazioni tra morale e diritto. Il giudice deve applicare le leggi, non giudicare un presunto comportamento morale. Tanto è vero che dove coincidono morale e diritto si presenta la forma demoniaca dello stato totalitario. Su questo ha scritto cose magistrali Hannah Arendt. I moralisti sono apprendisti stregoni, parlano di perfezione umana e non conoscono la vera essenza dell’uomo. Non è sufficiente “indignarsi” contro qualcuno per essere morali. Il moralista comune trionfa quando i Maestri vengono eliminati. Arrivo a dire che la falsa morale, la chiacchiera morale o moralismo sta provocando Morte e Miseria. Tanto è vero che Arte (Libertà) e Morale hanno poco da dirsi. 


“La scienza è fuori dalla portata della morale, poiché i suoi occhi sono fissi su verità eterne. L’arte è fuori dalla portata della morale, poiché i suoi occhi sono fissi su cose belle, immortali e in continuo mutamento. Alla morale appartengono le sfere più basse e meno intellettuali.”(Oscar Wilde)


J.V.