Arancia meccanica

Venti anni fa, il 7 marzo 1999, moriva uno dei più grandi registi della storia cinematografica: Stanley Kubrick. I suoi film hanno accompagnato la mia vita.

Arancia meccanica

Girato nel 1971 è tratto dal romanzo distopico del 1962 A Clockwork Orange di Anthony Burgess. Prodotto dal regista stesso.

Interpreti e personaggi

* Malcolm McDowell: Alexander “Alex” DeLarge

* Patrick Magee: Frank Alexander

* Michael Bates: capo guardia

* Warren Clarke: Dim

* John Clive: attore teatrale

* Adrienne Corri: sig.ra Alexander

* Carl Duering: dr. Brodsky

* Paul Farrell: vagabondo

* Clive Francis: pensionante

* Michael Gover: governatore della prigione

* Miriam Karlin: Miss Weathers, la signora dei gatti

* James Marcus: Georgie

* Aubrey Morris: Deltoid

* Godfrey Quigley: cappellano della prigione

* Sheila Raynor: mamma

* Madge Ryan: dr.ssa Branom

* John Savident: signor Dolin, il cospiratore

* Anthony Sharp: ministro dell’Interno

* Philip Stone: papà

* Pauline Taylor: psichiatra

* Margaret Tyzack: signora Rubinstein, la cospiratrice

* George O’Gorman: impiegato al negozio di dischi

* Barbara Scott: Marty, la ragazza bruna al negozio di dischi

* Steven Berkoff: Tom

* Michael Tarn: Pete

* David Prowse: Julian

* Peter Burton: vice ministro

* John J. Carney: sergente di polizia

* Lee Fox: sergente di polizia alla scrivania

* Craig Hunter: dottor Alcott

Società violenta. Condizionamento sistematico del pensiero. Lettura onirica scandita da musiche sontuose (Rossini, Beethoven). Il titolo originale in inglese, A Clockwork Orange, deriva dal gergo londinese, il cosiddetto cockney “As queer as a clockwork orange” (Strano come un’arancia a orologeria). Infatti Alex è un automa della società. Burgess scrive che un uomo dotato di libero arbitrio ha l’apparenza di un frutto ma internamente è un meccanismo a molla pronto a scattare perché mosso dal Diavolo o dallo Stato onnipotente.

Korova Milk Bar, Drughi, lattepiù, mescalina, sottopasso, violenze di ogni genere, visite a sorpresa, stupri. Impotenza genitoriale, scuola assente, ossessioni sessuali del soggetto Alex, bugiardo patentato. Omicidio con oggetto fallico, condanna a 14 anni, botte pesanti dei poliziotti. Trattamento Ludovico. Il ragazzotto da predatore diviene preda. Buona condotta, lettura della Bibbia. Rieducazione a base di farmaci e visione di lungometraggi violentissimi. Nausea e fortissimi dolori, tentazioni sessuali verso una ragazza dai seni che sfidano le leggi di gravità. Cappellano contrario al trattamento Ludovico perché annulla il libero arbitrio. Segretario agli affari interni biecamente favorevole dopo l’esperimento. Rientro in società e vendetta delle vittime su Alex. Anche i genitori lo abbandonano. Gli ex Drughi, ora poliziotti, lo menano di brutto e cercano di annegarlo. Casa dello scrittore vedovo a causa del teppistello. Oppositori politici riuniti vogliono aiutare Alex ma il soggetto si fa sgamare canticchiando in bagno Singin’ in the rain come al tempo dello stupro. Narcotizzato, prigioniero, è costretto ad ascoltare la Nona a tutto volume. Si getta dalla finestra a causa del dolore acuto. Ospedale, segretario per gli affari interni preoccupato per eventuale scandalo. Accordo: Alex capo della polizia. Ora può esercitare tutta la violenza che vuole al riparo della legge. Oppositori politici tutti in galera.

Pop art a stecca, arredamenti interni di Max Fuksas, optical art e Mondrian. Film censuratissimo, soprattutto in Italia. I soliti idioti non capiscono nulla e lo considerano un inno alla violenza. Il mondo è alla rovescia. In Televisione giunge soltanto trentacinque anni dopo e con paludati ed esplicativi interventi tra l’ipocrita politicamente corretto e il didattichese scimunito.

La voce metallica di Alex in italiano è del magnifico Adalberto Maria Merli preferito addirittura a Giannini. Fellini, Kuroshawa e Bunuel (l’unico film in grado di spiegare davvero cosa sia il mondo moderno”) elogiano il film assieme a qualche critico con sale in zucca. Costumi della solita bravissima Milena Canonero.

Oggi si potrebbe ipotizzare una realtà che ha superato la finzione cinematografica.

J.V.